Italia
Depresso un anziano su 5 in Lunigiana
Gianluca Uberti
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Anziani spesso vittime della depressione (foto darchivio) E il 13% è a rischio di isolamento sociale: i dati dell'indagine "Passi d'argento"
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AULLA. Un anziano su cinque soffre di depressione in Lunigiana, condizione che fa sì che l'ombra della solitudine sia dietro l'angolo. Un dato allarmante che emerge dall'indagine "Passi d'argento", promossa dal Ministero della salute, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e l'Agenzia Regionale di Sanità, e coordinato per la Lunigiana dal dottor Amedeo Baldi della Società della Salute. L'età media delle persone è andata aumentando nel corso degli anni, si vive più a lungo, per cui la società ha problematiche che un tempo spiccavano di meno, inoltre in Lunigiana la popolazione anziana ha caratterizzato l'andamento demografico considerando i flussi migratori che in passato sono stati legati alla ricerca di lavoro da parte dei giovani. «La depressione, come noto, è una condizione associata a sofferenza e disabilità e costituisce - sottolinea il presidente della Società della salute della Lunigiana, Riccardo Varese - una significativa fonte di costi diretti e indiretti». Infatti, dopo i 64 anni la presenza di sintomatologia depressiva è una condizione frequente e spesso grave, poiché associata ad altre forme di patologia e poiché provoca un disagio clinicamente significativo e socialmente rilevante, associandosi, più spesso che in altre età, a tentativi di suicidio. Esiste, tra l'altro, una certa sottostima della necessità di curarsi da parte dell'anziano stesso, che considera il suo stato psicologico una conseguenza della sua storia di vita, e da parte di familiari e conoscenti, i quali lo interpretano come una condizione abituale dell'età avanzata. Venendo ai dettagli e ai numeri del problema, in base all'indagine "Passi d'argento" il 21 per cento degli ultra 64enni presenta sintomi di depressione in Lunigiana. A dimostrazione, poi, che c'è un fattore culturale da scardinare, è importante sottolineare che le persone che non chiedono aiuto, pur avendo sintomi di depressione, sono il 44%, quindi quasi un anziano su due; il restante 56%, invece, si rivolge a medici, o ad altri operatori sanitari (42%), a familiari o amici (12%) e ad entrambi (2%). L'isolamento sociale. Strettamente connesso alla depressione è il tema dell'isolamento sociale, per valutare il quale sono state prese in considerazione le partecipazioni ad incontri collettivi, ma anche le classiche "quattro chiacchiere" con altre persone: vengono reputate a rischio di isolamento sociale le persone che non svolgono nessuna di queste attività nell'arco di una settimana. Inoltre, è stata presa in considerazione la possibilità di contare sull'aiuto gratuito di qualcuno in caso di necessità. Ecco i risultati: il 13% dei 322 ultra64enni intervistati è a rischio di isolamento sociale; per quanto concerne, invece, l'aiuto gratuito di qualcuno in caso di necessità, l'87 per cento del campione può contarvi per piccole commissioni. «Dati che devono fare riflettere - commenta Mario Guastalli, direttore della Spcietà della salute della Lunigiana - e che ci devono spronare a rafforzare la rete dei servizi socio assistenziali a sostegno degli anziani. Una rete che si basa anche sui centri di aggregazione già presenti sul territorio, centri che auspichiamo possano aprire i battenti in ogni Comune lunigianese».
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