Cambierà il piano per gli insediamenti produttivi alla ex Olivetti
Gesco, sì ai lotti più piccoli per favorire le micro-aziende
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Due immagini del comparto ex Olivetti acquisito dal consorzio Gesco 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sembra non finire più la storia di Gesco, l'insediamento artigianale per piccole imprese promosso da Confartigianato che dovrebbe nascere nell'area ex Olivetti Synthesis. La sera scorsa in consiglio comunale c'è stata una novità: l'ordine del giorno presentato da Giorgio Raffi, Stefano Alberti e Giovanni Ricci del Pd che chiedeva - in sostanza - una modifica delle modalità di suddivisione dell'area, consentendo di assegnare alle aziende spazi più piccoli rispetto a quelli stabiliti dal piano di lottizzazione, è stato approvata. A larga maggioranza: con i voti dei gruppi di maggioranza ("pucciani" e Udc), quelli del Pd, ma con l'astensione dei consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà (oltre che del gruppo Pdl). Si è creata, dunque, su questo tema, una maggioranza trasversale, che potrebbe essere anche un segnale politico. Ma, nella sostanza, cosa dice questo odg? Sostiene che qualcosa non ha funzionato nel percorso di re-impiego produttivo del comparto che, secondo gli annunci, dovrebbe anche creare 110 nuovi posti di lavoro. In particolare, il piano di lottizazione prevede la suddivisione dell'area in spazi la cui taglia minima è indicata attorno ai 400metri quadrati. Che non sono molti, ma sono ancora troppo grandi per almeno una parte delle (micro) imprese che intendono insediarvisi, che hanno dimensioni ed esigenze produttive tali da richiedere lotti più piccoli: sui 200metri quadrati. Il limite al frazionamento era stato voluto dalla stessa maggioranza Pucci, per evitare un eccessivo "spezzatino" dell'area. Una preoccupazione condivisa anche dal Pd che fa rilevare, tuttavia nel suo ordine del giorno, come ciò «penalizza il programma insediativo». Da qui la richiesta di riaprire la concertazione tra parti sociali e Gesco per trovare una soluzione condivisa. In altre parole, l'odg invita il sindaco ad approfondire la questione e a concordare con Gesco una modifica al piano di lottizzazione da portare in consiglio comunale entro la fine di aprile. Ebbene, il sindaco Pucci ha detto sì, che se si tratta di andare incontro alle esigenze di alcune imprese, la cosa si può fare. Meno d'accordo Sel, che si era battuta per un dimensionamento diverso del comparto produttivo assieme a Pier Paolo Marchi di Rifondazione (assente la sera scorsa) e si è astenuto. Uilian Berti, capogruppo del Pd, commenta positivamente il voto, ma fa rilevare che, «comunque, la modifica delle norme tecniche di attuazione, porterà via altro tempo ritardando l'insediamento delle aziende». C.F.
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