Meteo
Rottura sui lavori anti-erosione
Chiara Sillicani
◗
Due momenti della conferenza organizzata dagli operatori turistici ieri a Marina I balneari abbandonano i tavoli con la Provincia: troppo ritardi
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI MASSA. È una conferenza stampa, ma ha la solennità delle riunioni importanti. Perchè i balneari fanno sul serio: convocano le testate locali e annunciano che l'epoca dell'attendismo è finita. Sospendono la collaborazione con la Provincia perché la spiaggia se ne va, i lavori non procedono e continuare sulla strada delle cooperazione «sarebbe soltanto complicità». E a "spalleggiarli" ci sono un po' tutti: dai campeggiatori ai commercianti, dagli agenti immobiliari a all'Aeroclub. Non è un sostegno ad una categoria economica, che senza spiaggia rischia la crisi, ma - assicurano - una piena condivisione degli obiettivi, la difesa di un bene collettivo: la spiaggia. Un bene che è strumento di promozione e rilancio del territorio. Nella sala congressi dell'Apt, gremita, le immagini del litorale, proiettate, danno l'idea che ci sia davvero ancora molto da fare. Scalini altissimi sulla battigia. I titolari degli stabilimenti avevano un obiettivo dichiarato: affrontare la stagione 2011 senza cantieri e con tanta sabbia. Adesso è chiaro che non sarà così. Ecco, quindi il no a continuare un percorso di collaborazione con la Provincia. Non ci saranno più i tavoli settimanali in cui i balneari, da attenti osservatori, fotografano la situazione e chiedono spiegazioni sul cronoprogramma. Adesso la Provincia gioca la sua partita e i balneri faranno da controparte. Come dire: siamo liberi di alzare la voce o tirare le orecchie a chi non rispetta gli impegni presi. Così il presidente Angeli lunedì si è visto recapitare una lettera, dal titolo eloquente (Ultima spiaggia) in cui non si lascia adito a dubbi: «Riviera Apuana (l'associazione dei balneari ndr) si vede costretta a sospendere la collaborazione». Poi arrivano le richieste: «Una continua a veloce esecuzione dei lavori, un tavolo di concertazione attento e costante che renda pubblici impegni, decisioni ed eventuali imprevisti». E - questa forse la richiesta più forte - «l'impiego di mezzi e risorse adeguate all'importanza del progetto per la nostra città». Ma - qui sta la vera novità - quella lettera riporta peracchie firme in calce. Non solo quella dei balneari: con loro ci sono gli agenti immobiliari della Fiaip, i negozianti del centro commerciale di Marina, gli albergatori (di Confcommercio e di Riviera Apuana), l'Ageparc (campeggiatori), la cooperativa Mare sicuro, il centro Sub Alto Tirreno, la Pro Loco Ronchi Poveromo, l'Aeroclub, la Confesercenti e i ragazzi di "Massa non è una città per giovani". Categorie dalla parte - questo il senso delle firme - non dei balneari, ma della città, della spiaggia, del turismo. Senza vene polemiche, garantisce Roberto Aliboni che i balneari li presiede. Insomma - ribadisce - un vero grido d'aiuto. Certo un risultato la città lo ha già portato a csa: muove i primi passi verso la cultura del fare sistema. Una necessità che ribadisce a chiare lettere anche Claudio Lotto, presidente degli albergatori per Confcommercio e rafforza Andrea Lazzini alla guida dell Ccn: «I balneari devono convincere ad andare al mare, commercianti e albergatori a tornare». Ma certo non in condizioni di emergenza - tuona Domenico Antonioli (albergatori Riviera Apuana). Alessio Lazzereschi di "Massa non è una città per giovani", da studente di scienze del turismo, ha le idee ben chiare: «Solo un unione tra gli attori permette il rilancio». Anche alla luce dei risultati (poco incoraggianti) dello scorso anno ribadiscono gli agenti immobiliari: calo delle presenze e case sfitte anche in agosto. Insomma, i balneari sul mare fanno affari, ma il concetto è chiaro: questa città, piena crisi industriale, non può perdere il turismo e i posti di lavoro che garantisce. E senza spiaggia - csi legge nel video - non c'è turismo. Non c'è lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
