Nella Cava dei poeti brilla solo il degrado
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Due scorci della Cava dei poeti: costata 300mila euro e lasciata in abbandono I versi incisi nel marmo lasciati nell'incuria. Musetti: tutto come un anno fa
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CARRARA. Scolpiti e abbandonati. Eccoli ancora lì, lasciati nel dimenticatoio, gli splendidi versi incisi nel marmo della "Cava dei poeti": da Alda Merini a Edoardo Sanguineti a Fabrizio De Andrè, Adonis e molti altri ancora. La sprecopoli carrarese ha un altro capitolo, dopo il ponte della Padula (chiuso da un anno il passaggio pedonale, l'ascensore lasciato ad arrugginire dopo aver funzionato solo per la Biennale del 2002). La segnalazione arriva da Gianni Musetti della Destra: «È passato un anno da quando denunciai lo stato di abbandono della Cava dei poeti - osserva - ma nulla è cambiato. Il sito che costò alla pubblica amministrazione circa 300mila euro, più altrettanti per l'organizzazione di eventi vari, noti anche per le polemiche che generarono (il riferimento è alla protesta contro la cosiddetta "Cava dei potenti" del 2005, ndr), è ancora in quello stato di abbandono che lamentai l'anno scorso». «Da ormai sei anni, quello che doveva essere un teatro a cielo aperto, fiore all'occhiello della nostra proposta culturale e turistica è ancora lì, inutilizzato e nel completo abbandono e degrado. La cosa che fa più scalpore è che, nonostante le mie lettere, una anche sottoscritta dall'ex difensore civico regionale, la cava è ancora segnalata nel sito "italia.it", il sito ufficiale del turismo italiano del Ministero. Insieme ad altri siti, come il campo della memoria a Campocecina, anch'esso lasciato a se stesso. Insomma Cararra, nel sito di promozione turistica del territorio, continua ad essere rappresentata da due siti d'interesse culturali, completamente abbandonati». Un caso davvero amaro. «Tutti quei nostri soldi gettati al vento, per iniziative e strutture fini a se stesse che oltre a non essere utilizzate, distraggono chi vuol venire a visitare il nostro territorio in luoghi del degrado. Ovviamente il settore cultura non si è preoccupato minimamente di salvare la propria onorabilità in questa vicenda. Ha preferito gettare al vento più di un milione di euro per la scorsa Biennale di scultura. Il risultato è sempre il solito: In città nulla è rimasto di quell'evento e nulla rimarrà. Le nostre attrazioni culturali continuano a cadere a pezzi ma almeno i nostri amministratori hanno avuto un'ennesima occasione per dimostrare che, della nostra città, non glie ne frega proprio nulla», conclude polemicamente Musetti. Il progetto della "Cava dei poeti", uno spazio suggestivo nelle Apuane al Murlungo, porta la firma dell'architetto-artista Marco Nereo Rotelli. Un'operazione che, al di là dei costi, avrebbe dovuto essere uno dei punti forti nella offerta promozionale e turistica, uno dei migliori esempi di quel programma "Marmo oltre il marmo", lanciato dalla giunta Conti sul finire della propria legislatura, e poi, per molti motivi, rimasto nel cassetto. M.B.
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