Il Tirreno

Carrione, altre demolizioni

La palazzina crollata: approvato il progetto per abbattere gli stabili pericolanti e mettere in sicurezza la via Carriona in quel tratto
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La palazzina crollata: approvato il progetto per abbattere gli stabili pericolanti e mettere in sicurezza la via Carriona in quel tratto

La giunta: giù gli edifici pericolanti fino al numero civico 50

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 CARRARA. Nel giro di un mese o poco più, saranno demoliti i ruderi della palazzina crollata sul Carrione e gli stabili pericolanti adiacenti fino al numero 50 (escluso): lo ha deciso la giunta, che ha approvato il progetto di messa in sicurezza predisposto dall'ingegner Cesare Marchetti.  E intanto, in tribunale, sono stati fissati i quesiti nell'accertamento tecnico preventivo: 180 giorni per la risposta.  MESSA IN SICUREZZA. Il progetto preparato dal Rup (Responsabile unico procedimento) ingegner Cesare Marchetti prevede, come detto, una fase di demolizione dei brandelli di abitazione e degli stabili (pieni di fessurazioni) fino al civico 50, con una serie di tecniche di lavorazione particolare per garantire la sicurezza di chi ci lavorerà. Per intendersi, sarà abbattuto anche il palazzo che aveva nel portale la Madonnina. A seguire, dal ponte Baroncino a valle, si procederà con la costruzione di un muro di protezione sulla Carriona e di una protezione nell'alveo. Come accennato, ieri in tribunale era fissata l'udienza per indicare i quesiti a cui dovrà rispondere il consulente tecnico del tribunale. Fra questi, era stato ipotizzato che vi fosse anche la domanda se era possibile la ricostruzione, ma proprio alla luce delle analisi svolte dall'ingegner Marchetti, è stata cassata. Con circa 150mila euro, saranno fatti sia l'abbattimento che la messa in sicurezza. Se tutto andrà secondo i piani, fra un mese o poco più potrà anche essere riaperto il traffico veicolare in via Carriona. Il lavoro sarà fatto da ditte specializzate e selezionate, senza la collaborazione delle ditte che hanno svolto finora i lavori sul Carrione. Come noto, sono partite da palazzo comunale le lettere di contestazione alla Coestra, all'Abc e all'ingegner Pietro Orsini: hanno dieci giorni di tempo per dare le risposte.  QUINDICI QUESITI PER IL CONSULENTE. Sei mesi per rispondere, e mandato a tentare una conciliazione. Sono stati ben quindici i quesiti formulati nell'udienza in tribunale dal presidente Maria Cristina Failla nell'ambito dell'Accertamento tecnico preventivo su cause e danni per il crollo della palazzina. In sostanza, il consulente tecnico del tribunale ingegner Alexandre Pierre Popoff dovrà sì accertare le cause del crollo e quantificare i danni, ma anche vivisezionare i progetti per i lavori e le opere materialmente eseguite, oltre che dare indicazioni precise sulla piovosità di quei giorni e sui monitoraggi.  Il ctu Alexandre Pierre Popoff ha giurato nelle mani del presidente del tribunale, e ha chiesto, vista la complessità dei quesiti, 180 giorni di tempo, decorrenti dal 1º febbraio. In pratica si arriverà a fine luglio. La causa di merito - se dovesse andare a buon fine la transazione fra le parti - potrebbe anche non esserci.  Per i danneggiati erano presenti gli avvocati Giovanni Piccioli e Gianluca Cavagnaro, oltre agli avvocati Rinaldo Reboa e Monica Menconi in rappresentanza di Carmelo Ciaramella, uno dei proprietari dell'immobile crollato; l'avvocato Tolini era presente per l'ingegner Pietro Orsini; Marina Vannucci e Sonia Fantoni per il Comune; per la Coestra gli avvocati Moreschini e Pegazzano, per l'Abc l'avvocato Urciolo di Firenze (che ha chiamato in causa la Liguria Assicurazioni); per le assicurazioni: Mauro Tommasi (Generali), Franco Perfetti (Ina Assitalia), Monica Tonarelli (Liguria Assicurazioni). M.B.

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