Matteo Lupi torna alla carica sulla cava di monte Porro
Il capogruppo di Idee in Comune ritiene necessaria la Valutazione di impatto ambienatale sul sito
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AULLA. Il capogruppo consiliare di "Idee in Comune", Matteo Lupi, scrive alla comandante del servizio di Polizia municipale struttura unica presso il castello di Terrarossa, dottoressa Tedeschi e al coordinatore della polizia municipale aullese, Vignali, per chiedere che sia dichiarata nulla la determinazione dirigenziale n. 269 del 4 ottobre scorso, firmata dal dirigente comunale Ivano Pepe e in base alla quale si sosteneva che non è necessario sottoporre il progetto di variante alla coltivazione della cava sul monte Porro, presentato il 25 giugno scorso, alla procedura di Valutazione di impatto ambientale, «in quanto tale variante - scriveva Pepe - può ritenersi non sostanziale, non comportando impatti significativi e diversi da quelli già valutati positivamente nella procedura di compatibilità ambientale relativa al progetto in corso, approvato il 15 marzo 2004». Lupi ritiene che la determinazione dirigenziale in questione sia da dichiarare nulla «essendo mancante dell'elemento essenziale, ovvero della convocazione della Conferenza provinciale dei servizi». Pertanto Lupi chiede «di dichiarare immediatamente nulla la determina dirigenziale n. 269, con effetti su tutte le delibere e procedimenti conseguenti, nonché della convocazione della Conferenza provinciale dei servizi di domani alle 10, per esame progetto di variante della coltivazione della cava». Proprio Lupi aveva chiesto, a inizio settembre scorso, che «a tutela delle fonti idriche "Camilla" e "San Marco" e del loro uso idropotabile da parte della collettività aullese tutta, il consiglio comunale si opponga al rilascio di qualsiasi concessione di sfruttamento della risorsa idrica sul monte Porro con perforazioni di pozzi in falda artesiana a uso industriale, sovrastanti le sorgenti destinate al consumo umano». Ma che cosa giustificava l'allarme lanciato da Lupi? Innanzitutto, il fatto che lo studio ambientale per la verifica di assoggettabilità a Via e la relazione paesaggistica del progetto di variante per la prosecuzione della coltivazione e il recupero del sito estrattivo ubicato sul monte Porro «non localizzano e analizzano - scriveva Lupi - le interferenze tra il pozzo in essere, di cui la Monte Porro srl richiede la concessione, e la falda artesiana con scaturigine nelle fonti "Camilla" e "San Marco" sottostanti, considerato che la prospezione del pozzo scende a -91 metri di profondità a partire dalla quota assoluta di 420 metri sul livello del mare del piano di campagna». G.U.
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