Il Tirreno

«Lotterò fino all'ultimo contro la chiusura»

«Lotterò fino all'ultimo contro la chiusura»

Il sindaco Gussoni condanna la decisione unilaterale dell'Asl

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTREMOLI. Il sindaco, Franco Gussoni (1ª foto), interviene sulla decretata chiusura del reparto di maternità-ostetricia del SAnt'Antonio Abate.  «Lunedì sera, nella sede Asl di Carrara - esordisce Guussoni - sono esplosi sconcerto, preoccupazione e amarezza per i sindaci delLa Lunigiana a causa delle dichiarazioni dell'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia e del commissario della Asl di Massa e Carrara, Maria Teresa De Lauretis, le quali hanno ricostruito con parole molto dure il percorso che ha portato alla verifica del dissesto finanziario della Asl1. Un attimo di speranza quando si è parlato della necessità di "fare squadra" e di guardare comunque al futuro, poi la doccia fredda della conferma della chiusura del punto nascita dI Pontremoli. Questa decisione unilaterale della Asl è stata definita "tecnica", cioè dettata da motivi legati alla sicurezza della partoriente e del neonato, quindi non soggetta a valutazione politica. Per lo stesso motivo non è neppure stato possibile presentare in votazione il documento elaborato dai sindaci nell'ultima conferenza zonale della Lunigiana tenutasi ad Aulla il 7 gennaio scorso. In sintesi il documento dichiarava con forza e compattezza la necessità di mantenere aperto il punto nascita di Pontremoli, mettendo in atto gli eventuali correttivi tecnici per la sicurezza».  «Del resto - conclude il sindaco Gussoni - se i medici ginecologi di Massa hanno problemi di relazione con il personale dell'ospedale di Pontremoli, non possono essere i politici a risolverli, è compito del primario e della Asl e comunque per questo motivo non devono assolutamente essere i cittadini a pagare il conto della perdita di un importante servizio quale il punto nascita».  Gussoni dichiara inoltre di «voler ancora perseguire ogni possibile strada per contrastare la chiusura del punto nascita, già fissata per il primo febbraio, decisione che impoverirebbe ulteriormente un territorio già in difficoltà per scarsità di risorse, fragilità sociale e complessità geografica».  Antonella Battaglia (2ª foto) consigliere comunale di Pontremoli del Pd preferisce parlare di "linee guida" che la Regione ha suggerito alle varie Asl toscane.  «Restando un punto fermo che la chiusura di un reparto è dolorosa per l'intera comunità lunigianese - dice - c'è da dire che i dati relativi al reparto maternità parlano chiaro visto che ben sotto ai minimi consentiti per mantenerlo in attività. L'Asl ha comunque dato un indirizzo, non un diktat, da vagliare caso per caso. Comunque qui resterà un presidio di emergenza, con turnazione dei medici. Infine bisogna ricordare che la chiusura è stta imposta per motivi di "natura tecnica" non politica, impedendo così una espressione tramite voto della Conferenza dei sindaci, i quali, merita sottolinearlo, hanno potuto soltanto prendere atto di ciò che già era stato deciso, di fatto non potendo esprimere il loro parere». R.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web