Il Tirreno

De profundis sul punto nascita

Fabrizio Palagi
De profundis sul punto nascita

Dal 2 febbraio nessuno nascerà lunigianese: "motivi di sicurezza"

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 CARRARA. Dalla lunghissima riunione tra l'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia e la conferenza dei sindaci è scaturito solo quanto già si sapeva: la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Pontremoli a partire dal prossimo 2 febbraio.  Una chiusura dovuta più a «ragioni tecniche, che politiche - ha commentato il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, uscito per primo dalla sala dove si è svolto il summit - dato che è stata tirata in ballo la sicurezza del reparto maternità e ostetricia da parte dello stesso primario».  Per il resto, come comunicato dalla stessa Scaramuccia, l'incontro-fiume verteva principalmente sulla situazione amministrativa in cui versa l'As1 Massa Carrara e la conseguente razionalizzazione dei vari servizi sanitari.  Alla domanda diretta se ci saranno tagli di servizi o di personale, l'assessore ha risposto seccamente di no, smentendo così (almeno per il momento) quanto da tanti sindaci temuto.  Infatti erano in molti i primi cittadini dei Comuni lunigianesi che alla vigilia vedevano nubi fosche scendere su questo incontro, come ad esempio Riccardo Varese, sindaco di Podenzana, il quale è uscito anzitempo (e molto contrariato) dalla sala, non commentando assolutamente l'incontro ancora in corso: «Se è già tutto deciso - ha solo detto - è inutile restare qui».  Più pacato il suo collega di Aulla Roberto Simoncini: «Ringraziamo la dottoressa De Lauretis e l'assessore regionale per il resoconto della situazione sanitaria che, in poche parole, sta a significare che 5 ospedali per una sola provincia sono tanti. Sono lontani i tempi in cui dicevo che era meglio avere un unico ospedale per tutta la Lunigiana, magari in una zona centrale».  Oriano Valenti sindaco di Tresana ricorda che le «decisioni prese dai vertici regionali, difficilmente saranno sovvertibili».  Rabbuiato in volto il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi all'uscita dal salone: «Lo avevo detto in anticipo che quel reparto sarebbe stato chiuso. Del resto doveva esserlo da tempo, almeno da quando è stato azzerato il punto nascite di Fivizzano. Ribadisco, però, che i problemi della nostra sanità sono ben altri, non solo quelli della presenza del punto nascite di Pontremoli».  Massimo Dadà sindaco di Fosdinovo pare rassegnato: «Ci hanno presentato i dati e quelli parlano chiaro. Difficile mantenere tutto quanto abbiamo nella sanità tra la Lunigiana e la costa. Dispiace sempre, comunque, quando si perde qualcosa».  Nel suo intervento, Albino Fontana sindaco di Licciana Nardi, ha espressamente chiesto all'assessore Scaramuccia il mantenimento, seppure in via provvosoria, del punto nascite di Pontremoli, invocando «i disagi cui la popolazione sarebbe sottoposta a causa delle distanze geografiche che separano il comprensorio dagli ospedali della costa ligure e toscana».  Un argomento che la Scaramuccia ha in seguito liquidato dicendo che «Tutta la Toscana presenta situazioni territoriali analoghe a quella della provincia apuana».  Riccardo Ballerini sindaco di Casola: «Lo sapevamo ancor prima di entrare. Del resto era sentenziato da tempo».  Accorpamenti - La Scaramuccia ha più volte tirato in ballo l'argomento in questione, al fine di «ottimizzare il servizio, razionalizzare i servizi e abbassare i costi. È assurdo che, specialmente nei piccoli ospedali, esistano reparti nei quali, specialmente nei fine settimana, ci contano uno o due degenti. Meglio avere un reparto in cui, sì, ci siano tutti i medici necessari, ma con posti letto adeguati all'utenza. So che qualcosa del genere si sta già facendo a Fivizzano, con l'accorpamento, ad esempio, tra ortopedia e chirurgia»  Altra domanda diretta: i pronto soccorso faranno parte del piano di razionalizzazione? «Assolutamente no» è stata la rassicurante (almeno questa) risposta.

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