Angeli scrive ai parlamentari e chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale anche per lalluvione di Natale
«Maltempo, danni per 80 milioni. Lo Stato ci aiuti»
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MASSA. "Cari parlamentari, aiutateci a trovare i soldi per metter mano alle operazioni di messa in sicurezza del territorio e al ripristino dei danni provocati dalle ondate di maltempo di fine 2010». È l'appello che il presidente della Provincia Osvaldo Angeli rivolge a Lucio Barani, Fabio Evangelisti, Andrea Rigoni e al ministro Sandro Bondi, ossia ai parlamentari della nostra zona. Angeli chiede che «aldilà ed oltre le singole appartenenze politiche e parlamentari» gli "onorevoli" apuani si adoperino «per ottenere un concreto e doveroso intervento statale per tutto il territorio provinciale». Nei giorni di Ognissanti e il 23-24 dicembre scorsi, ricorda Angeli si sono verificati eventi «assolutamente straordinari» che si sono tramutati in una drammatica emergenza idrogeologica ed alluvionale, con frane, smottamenti, strade chiuse, crolli, centinaia di persone evacuate, frazioni isolate e, purtroppo anche la morte di tre nostri concittadini massesi. Una straordinarietà, sottolinea il presidente della Provincia che «nel corso di questi ultimi anni sta divenendo quasi "ordinarietà" e che costringerà tutti, istituzioni, enti, imprese, cittadini, a ripensare il nostro modello di sviluppo che, dovrà necessariamente risultare più attento alle esigenze del territorio e più "conformato" al cambiamento climatico in atto». Secondo Angeli tutto il sistema di Protezione civile territoriale assieme alle forze dello Stato, «ha più che egregiamente fronteggiato l'incalzare dei tragici eventi» durante l'emergenza. Ma, adesso, si tratta di mettere mano alle operazioni di messa in sicurezza del territorio ed al ripristino dei danni che si sono generati: «Un' opera immane, con costi che possono sfiorare i 70-80 milioni di euro e che le finanze della Provincia e dei Comuni (bilanci, martoriati dai tagli governativi) non possono assolutamente sostenere, né con supposte "entrate libere" (che non esistono in nessun bilancio) né con un eventuale ricorso ad un indebitamento, non assolutamente "gestibile" nel corso degli anni a venire, tutto questo, senza, naturalmente, fare riferimento ai vincoli di spesa che sono imposti dal Patto di stabilità». E neanche la Regione, prosegue la lettera di Angeli, è in grado di fronteggiare un simile impegno. L'unica strada, dunque, «rimane un intervento statale che riconosca la calamità naturale, anche per gli eventi del 23 e 24 dicembre scorsi e che stanzi le dovute risorse per far fronte alle emergenze, consentendoci, così, di procedere alle messe in sicurezza, alle riparazioni, al risarcimento dei danni ed ai ripristini necessari». Questa, scrive ancora, «è l'unica speranza per risollevare la nostra Provincia e, pur nella consapevolezza che alcune ferite, quelle dell'affetto familiare e delle scomparse avvenute, non potranno mai essere rimarginate, per restituire, ai nostri cittadini, la dignità che spetta ad ogni cittadino della Repubblica».
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