Italia
Marmo pregiato, il Comune vuole 45 euro a tonnellata Stangata su chi lo scava
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Una veduta dei bacini marmiferi Bozza di accordo inviata alle categorie: i concessionari possono delegare il pagamento delle scaglie a terzi ma solo se «graditi» all'ente locale
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CARRARA. Il Comune intende far pagare agli industriali del marmo 45 euro a tonnnellata i blocchi più pregiati di marmo, inserendo una fascia super. E' una delle proposte inviate alle associazioni di categoria e contenute nella bozza di nuovo accordo sul marmo, per una «più razionale gestione dei bacini marmiferi». Un piccolo salasso, e per controbilanciare, sarà potenziato l'ufficio marmo per snellire la burocrazia e incrementare la collaborazione con le aziende. Concessioni: confermata la durata di 29 anni. Ma il Comune vuole rivedere i canoni di concessione. Ecco la proposta applicando sul valore di mercato un'aliquota del 5% per il canone comunale e per il contributo regionale (LR 78/1998). Prima fascia (marmi scuri a cui attribuire un valore medio fra i 50 e i 70 euro a tonnellata). Tariffa a decorrere dal primo gennaio 2011: 5-7 euro a tonn (ora 4,60). Seconda fascia (marmi bianchi e venati ordinari con valore medio di produzione oscillante fra 80 e 100 euro a tonnellata). Tariffa: 8-10 euro a ton. (ora 7,80). Terza fascia (marmi bianchi e venati superiori convalure medio di di produzione fra 120 e 150 euro a tonn.). Tariffa 12-15 euro a tonnellata (ora 13,50). Quarta fascia (marmi di particolare pregio come statuari e calacatta, con valore medio di produzione fra i 300 e i 450 euro a tonnellata). Tariffa: 30-45 euro a tonnellata. Per le cave che hanno anche "beni estimati" si prevede una riduzione del canone e pare che il Comune non intenda contestare questo regime che deriva da atti storici. La proposta tariffaria riguarda gli operatori che decideranno di aderire (concessionari o titolari dell'autorizzazione all'escavazione) e che dovranno contestualmente rinunciare a fare ricorsi del tipo di quelli che ci sono stati dal tempo della "tassa marmi" fino all'attuale tributo regionale. La bozza di accordo riguarda anche i detriti e le scaglie. Scaglie bianche, anche miste a terre per produzinoe di carbonato di calcio e di granulati: 3,36 euro a ton. Massi informi per scogliere: 3,36 euro a tonnellata. Scaglie scure per riempimenti e opere civili: 1,20 euro a tonnellata. Terre e tout-venant: 1,20 euro a tonnellata. Ma per il 2011 il Comune propone 0,60 euro. Si prevede un adeguamento biennale, in base all'indice Istat, del canone di concessione per i blocchi. Mentre per le scaglie, il Comune intende concordare con le singole cave una percentuale relativa alla produzione delle bianche e delle scure. Percentuale da aggiornare ogni sei mesi. E il Comune mette condizioni: se un concessionario affida l'asporto dei detriti a un terzo delegandolo a pagare il contributo regionale, questi dovrà avere il gradimento del Comune e rispettare prescrizioni fra cui una fidejussiione bancaria a garanzia degli introiti comunali. E nel caso di problemi a riscuotere, il Comune si rivarrà sul titolare dell'autorizzazione all'escavazione.
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