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I resti sono stati spostati nel camposanto di Canevara e in quello di Mirteto. Lo strazio dei parenti
Forno, portate via le prime salme
Margherita Mazzarella
Iniziati ieri mattina i lavori di messa in sicurezza del cimitero
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MASSA. La replica di un dolore, quella che sono costretti a vivere i cittadini di Forno. A oltre una settimana dalla frana che ha trascinato via un'ala del cimitero, coprendo di fango lapidi, tombe e bare dei defunti che riposavano sottoterra, sono cominciati i lavori di messa in sicurezza, previsti da un progetto approvato dal Comune di Massa diversi mesi fa e finanziato dalla Regione con 300 mila euro. Il cimitero, costruito decenni fa su una paleofrana, dunque, da tempo a rischio, deve essere smantellato, e con esso, purtroppo, i resti dei defunti che lì giacciono: già messe sottosopra dall'evento franoso che ne ha causato il crollo, le tombe devono sostanzialmente essere spostate, dunque le salme esumate, una per una. La sofferenza maggiore per i familiari dei defunti che dovranno essere spostati in un altro settore dello stesso cimitero, o come già è stato per alcuni, in altri cimiteri della zona, da quello della vicina frazione di Canevara a quello di Mirteto, riguarda le operazioni di esumazione vere e proprie: davanti al cancello del campo santo, chiuso con una catena e al quale è consentito l'accesso soltanto a periti e tecnici del comune di Massa o dell'Asl locale, aspettano i familiari, che uno ad uno vengono chiamati per assistere all'esumazione dei propri cari. Ferite che si riaprono insomma, specialmente per chi i suoi cari li ha messi a riposare a terra, nel cimitero di Forno, soltanto pochi anni fa: «Aspettiamo soltanto che tirino su da terra i nostri parenti - ha detto piangendo una signora, osservando dal parapetto del cimitero le operazioni di recupero portate avanti dai periti, armati di guantoni e mascherine - ed è terribile dover assistere a questa scena di gruppo, dato che la stessa sorte toccherà a tanti altri cari defunti di tanti altri miei paesani». Più rabbiosa la reazione di altri, che senza voler dichiarare la propria identità giurano di aver più volte sollecitato gli uffici preposti per la questione del cimitero, da tempo pericolante. Di rassegnazione quanto di dispiacere il punto di vista "ufficiale" dei residenti di Forno, quelli che hanno aderito al comitato nato in seguito a questa tragedia: «Il comitato è nato come gruppo spontaneo di cittadini al fine di facilitare le comunicazioni col comune di questa fase così delicata della vicenda - ha detto a nome di tutti i fornesi coinvolti la giovane Giovanna Santi - ma si può fare ben poco per lenire il dolore di chi vedrà estrarre dalle bare i resti dei propri cari, anche perché in alcuni casi si tratta di persone morte davvero da poco». Immediata la risposta dell'amministrazione al grido di dolore dei cittadini di Forno: «Il comune aveva già in programma di intervenire su quell'area - ha detto l'assessore Loreno Vivoli - dunque la natura ha soltanto accelerato i tempi e costretto cittadini e periti ad una serie di operazioni che tutti avrebbero voluto evitare. Posso soltanto immaginare il dolore di queste famiglie, in questi giorni di festa oltre tutto, ma l'amministrazione sta facendo e farà di tutto, tempo permettendo, per accelerare il più possibile i tempi tecnici di attuazione del progetto».
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