Il Tirreno

Natale sotto tono, non solo per la pioggia

Luca Borghini
Giuseppe Verona di Proposta e Alessandra Caffaz
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Giuseppe Verona di Proposta e Alessandra Caffaz

I commercianti: c'è crisi e serve un nuovo modello di accoglienza per la città

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 CARRARA. Un Natale sottotono, lontano ricordo degli scorsi anni, lascia l'amaro in bocca ai commercianti carraresi che a festività natalizie concluse ma con ancora davanti il Capodanno e l'Epifania, stilano un bilancio mettendo in evidenza risultati non certo positivi. Specchio, dicono, «della crisi» ma anche di una accoglienza generale che subisce "l'effetto" di città vicine come Sarzana.  Sarzana, si fa notare, riesce a fare sistema tra commercianti e ospitalità del territorio.  A condizionare, e non poco, le settimane precedenti il Natale senz'altro ha influito il maltempo che ha convinto la maggior parte delle persone a fare acquisti nei grandi centri commerciali. Ma la sensazione nei commercianti è che la crisi non sia del tutto passata e che anzi è arrivata all'amplificazione maggiore, costringendo le famiglie a tagliare le spese dei regali; fra i pochi a salvarsi dai "tagli", i bambini.  «Questo Natale non è stato un dramma - racconta Alessandra Caffaz, titolare del negozio Alex in piazza Aberica - ma non è andato bene. Veramente poco movimento in città, soltanto durante lo spettacolo delle Lanterne Magiche si è vista parecchia gente. Eppure io continuo a crederci nella città e per questo ho recentemente investito nella mia attività facendo dei lavori». Non solo la Caffaz considera il bilancio di Natale sottotono, della stessa idea è anche l'associazione Borgo Antico: «Non c'è stato movimento in questa parte della città - afferma Vittorio della Peruta, titolare dell'edicola in piazza Duomo - qualcosina si è visto durante le manifestazioni ma veramente poca cosa. Quest'anno il maltempo non ha aiutato e poi siamo un territorio in crisi, come si può parlare di regali quando ci sono 350 famiglie sulla strada? E poi ormai Carrara è un dormitorio, va risvegliata». Trend negativo confermato anche dal negozio di calzature Proposta della famiglia Verona che ammette: «I problemi ci sono, vogliamo pensare positivo e andare sempre incontro al cliente. Questo Natale è stato condizionato senz'altro dal maltempo ma anche dall'atmosfera generale». Ma si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno: «Abbiamo ancora il Capodanno, l'Epifania e poi in piazza Alberica ci sarà la calza dei guinness che siamo sicuri porterà gente». Niente di positivo sotto l'albero neppure per la libreria Bajni: «Abbiamo recuperato il Natale negli ultimi giorni, se quest'anno non è andata benissimo credo sia per questo periodo di crisi e di sfiducia. L'accoglienza della città ha funzionato soltanto nei giorni delle manifestazioni, ne gli altri il solito via vai».  Controcorrente invece Monica del negozio di intimo Frusciò di via Mazzini: «Si è mosso tutto negli ultimi giorni ma tutto sommato devo dire che è stato un Natale positivo. Se qualcosa si è pagato è stato per il maltempo che ha concentrato gli acquisti in pochi giorni».  Insomma, la proposta è di fare il più possibile sistema tra ospitalità - bar, ristoranti, locali - e commercianti per proporre un modello di promozione nuovo per rivitalizzare tutta la città.

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