Accordo di programma, rischio boomerang su Nca
Cinzia Carpita
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Le strutture dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina Il governo orientato a non concedere altre proroghe a Invitalia
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CARRARA. L'aria non è buona per Nca, non è una novità, ma la bozza di accordo di programma che il governo sta per inviare al Comune, potrebbe essere una mannaia: pare che Invitalia non avrà più proroghe e che avrà solo altri due anni per sorreggere il cantiere navale, dopodiché dovrà essere trovato un altro sbocco, ma quale non si sa. E i due anni sono legati al lavoro che darebbe la commessa delle Rfi, vinta in gara dal cantiere, ma non ancora assicurata da un contratto nero su bianco, poichè manca la fidejussione. Insomma, sul termine di Invitalia e sull'orientamento, rigido, del governo a non mantenere la partecipazione pubblica, ci sono voci insistenti che dai corridoi ministeriali sono rimbalzate nei corridoi comunali, come la notizia che il testo di accordo è stato bloccato dal capogabinetto del ministero dello sviluppo economico, in attesa di licenziarlo lunedì prossimo, dopo che sarà stato fatto il punto sulla questione Eaton (ricordiamo infatti che l'accordo di programma riguarderà le vertenze calde della nostra provincia e non solo il cantiere navale); l'assemblea della proprietà del cantiere (Invitalia) prevista per il 20 dicembre pare che slitterà al 29, proprio per dare tempo ai soggetti in causa di discutere sulla bozza di accordo. Invitalia attende infatti di sapere se il governo metterà i soldi per la fidejussione (il 10% sulla commessa Rfi da 50 milioni di euro). Localmente si alzano anche interrogativi sul perché Nca non sia stata interpellata quando sono stati assegnati a Fincantieri due refitting di navi della Toremar, per 1,6 milioni. Pare che ci fossero da tempo impegni del ministero (prima del passaggio di Toremar alla Regione), rispetto ai progetti della casamadre di allora, la Tirrenia. Sale la fribillazione fra i lavoratori Nca e fra i sindacati. Si è svolta una riunione dei quadri Cgil e Fiom, fra rappresentanti locali e nazionali. C'è fortissima preoccupazione. E nervosismo (presidio davanti al cantiere fatto solo da una parte dei lavoratori). I cassintegrati hanno ricevuto la tredicesima, che si aggiunge a uno stipendio di circa 800 euro. «Ora non siamo proprio alla disperazione - dice un operaio - ma fra qualche mese?».
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