Il Tirreno

La sfida di Andreani: canoni più bassi a chi in cava unisce le forze

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 CARRARA. Giulio Andreani contro tutti. È stato lui il protagonista indiscusso della presentazione dei bilanci delle società di capitale, alla Camera di commercio.  Un attacco diretto alla politica locale: «Nessuno in provincia si è mai dato da fare per far rientrare il territorio di Massa Carrara fra quelli che usufruiscono dell'esenzione Irap. Senza questa imposta non ci sarebbero state vicende drammatiche come Eaton e Nca, e le imprese farebbero le corse per venire a investire sul nostro territorio». E una proposta destinata a far discutere, per il mondo delle cave: «Il canone concessorio da solo non basta, è un ottica miope con cui pensare alla collettività. Anzi, si potrebbe abbassare il canone per gli industriali, chiedendogli, in cambio, di investire davvero in favore della città. Non di estrarre il marmo e basta».  Infine un appello, che suon anche come una decisa scrollata alle imprese locali. «Piccolo non è sempre bello, vale solo se si fanno produzioni di nicchia. Altrimenti, per uscire dalla crisi esiste solo la strada dell'aggregazione: ormai lo fanno anche gli studi professionali».   «Per uscire dalla crisi? L'unione fa la forza». Parte da un dato importante l'analisi del commericalista, qui in veste di professore, Giulio Andreani.  «Un dato che colpisce nelal lettura di questo studio - ha esordito il dottor Andreani - è quello delle dimensioni delle imprese. Non è un caos che nella provincia apuanao si registrino risultati sempre al di sotto della media toscana e nazionale. Basti pensare che gli investimenti effettuati sul nostro territorio ammontano (in media) a 55mila eruo, nella Regione si sale fino a 838mila. Stesso discorso per il valore aggiunto medio: a Massa Carrara è di 227mila euro, in Toscana di 325mila».  «Già cinque, anzi sei anni fa, si cominciò a suggerire alle imprese di cercare di aggregarsi - ha continuato Andreani - Ma in questa bprovincia non c'è propensione all'unione e neppure a incrementare le dimensioni delle aziende. Qualcuno continua a sostenere che "piccolo è bello" ma questo discorso, purtroppo o per fortuna, vale soltanto per le imprese di nicchia. Non è una formula applicabile alla gneralità delle imprese».   «Canoni più bassi agli imprenditori del marmo che si aggregano». Una proposta, quella del professor Giulio Andreani, destinata di certo a fare discutere.  Che parte proprio dall'analisi delle «dimensioni» delle aziende apuane: «Forse nel settore dell'escavazione il pubblico potrebbe far qualcosa per far in modo che gli indisutriali accrescano le dimensioni delle proprie imprese: magari subordinando le concessioni a nchi relaizz acerti investimenti ed è in possesso di determinati requisti, come ad esempio il numero di addetti».  «A chi sceglie la strada degli investimenti, con relativi benefici, e concreti, per la collettività, l'amministrazione - continua - potrebbe addirittura pensare di abbassare il canone».  Insomma meno tasse per gli imprenditori del marmo che si uniscono e che investono nella nostra città.  «Pensare che l'unico beneficio dalle cave per la collettività possano essere i canoni di concessione mi sembra un'ottica miope - prosegue Andreani - Fli investimenti sul territorio sono senza dubbio benefici di maggiore entità, e sarebbero sotto gli occhi di tutti. E poi sarebbe molto più utile per la città stessa sapere che escava le montagne apuane solo chi ha una struttura di azienda e non un'impresa che dà lavoro a pochi».   «Qui la sinergia fra aziende è più difficile che altrove». Non è caduta nel vuoto la proposta lanciata dal dottor Andreani. E a prendere la parola, in una sorta di immediato botta e risposta, è stato proprio il numeor uno di Assindustria, Alessandro Caro.  «Lei che gira l'Italia e il mondo, pensa che a Massa Carrara la strada dell'aggregazione sia più difficile che altrove?» Ha chiesto Caro ad Andreani.  «Purtroppo è un fenomeno che si riscontra un po' dappertutto, anche nelle aggregazioni di strudi professionali - ha risposto Andreani - Certo che qui è più accentuata che altrove la cultura dell'indivdualismo».   «Abbattere l'Irap per dare ossigeno alle imprese». Una vera e propria battaglia quella annuncviata dal dottor Andreani. «Non appartengo a quella schiera convinta ahce le imrpes evadano avanti con le sovvenzioni pubbliche - ha precisato - Ma visto che tali sovvenzioni sono rpeviste, sono convinto che se questa provincia potessse usufruire della norma per il sud che prevede l'esenzione dell'Irap (l'imposta che si paga sul reddito dell'attività di impresa, proprio perchè esiste un'organizzazione atta a svolgere attività produttiva ndc). O almeno, come ha proposto il governatore della Puglia Vendola, almeno per i nuovi insediamenti, il territorio tornerebbe ad essere appetibile per gli investitori. Insomma si tornerebbe a fare impresa anche nella nostra provincia». «Ma nessun politico locale - ha sferrato il suo attacco Andreani - fino ad oggi ha mai speso una parola in questo senso». A.V.

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