Dopo la Cassazione
Casalini: «Rispetto la sentenza ma Caruso mi insulta»
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Casalini ex capogruppo di Fi in consiglio comunale 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Chiusa definitivamente dal punto di vista giudiziario, con la sentenza della Cassazione che riconosce la legittimità dell'elezione di Stefano Caruso in consiglio comunale, la la querelle Casalini-Caruso continua sul piano politico. È infatti lo sconfitto di questa diatriba, Sandro Casalini, a intervenire ancora per replicare a quelle che lui giudica «offese alla controparte» espresse da Caruso. L'ex consigliere del Pdl sostiene che con la sua azione contro Caruso ha «esercitato un diritto» che «non può creare danno a chicchessia, tantomeno, alla persona e alla divisa che indossa: l'iniziativa popolare, infatti, non è mai stata esercitata contro il corpo della Guardia di Finanza, ma contro l'elezione di Stefano Caruso consigliere Pdl per una presunta ineleggibilità, che a parere della Cassazione sembrerebbe non esserci». Casalini dice poi di rispettare la sentenza ma aggiunge che «le affermazioni sulla mia persona da parte del maresciallo vittorioso sono offensive, gratuite e prive di fondamento, cercano di danneggiare la mia figura politica di ex capogruppo del PdL, sostenendo cose che non hanno alcun riscontro nella mia carriera politica: infatti dal 93, anno della fondazione del primo club Fi, non ho mai fatto "cambi di casacca" o operazione di riciclaggio politico, che altri invece fanno». Da Casalini, infine una riflessione sulla posizione del partito: «Caruso commenta negativamente la neutralità del Pdl, io invece apprezzo tale equidistanza anche se in un primo tempo l'atteggiamento del partito era a vantaggio del consigliere pdl».
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