Il Tirreno

La Cassazione: Caruso era "eleggibile"

<b>IL VINCITORE: </b>Stefano Caruso eletto consigliere nel 2008 nelle liste del Pdl
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IL VINCITORE: Stefano Caruso eletto consigliere nel 2008 nelle liste del Pdl

Il consigliere: «Casalini battuto 3-0, ma il Pdl non mi ha appoggiato»

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 MASSA. Stefano Caruso non era «ineleggibile». La Corte di Cassazione, con sentenza del 26 novembre, ha chiuso definitivamente la querelle sulla posizione del consigliere comunale del Pdl, che, secondo i ricorsi presentati da Sandro Casalini non "poteva" essere eletto perchè dipendente della Guardia di Finanza in servizio nel medesimo Comune in cui è stato eletto. La Cassazione seppur ritenendo l'azione del ricorso "imprescrivibile", ha rigettato nel merito la domanda in quanto non ci sono assolutamente cause di ineleggibilità ricollegabili a Caruso. «Finalmente è finita: Caruso batte Casalini 3-0», commenta adesso il consigliere del Pdl. Che si toglie anche qualche sassolino: «Ci sono voluti tre gradi di giudizio, tutti vinti dal sottoscritto, per arrivare a scrollarsi di dosso "l'interessatissimo" ricorso del primo dei non eletti. Ho subìto beceri attacchi riguardo la divisa che indosso e la mia conseguente paventata ineleggibilità. Ho aspettato in silenzio, senza proclami, la mia conferma nel ruolo di consigliere legittimamente eletto, ma adesso è arrivato il momento di far sentire la propria voce contro chi ha cercato in ogni istante di tramutare quella che doveva essere un'azione per il rispetto della democrazia, in un attacco meramente politico e personalistico. Una triste considerazione va fatta nei confronti del partito a livello locale che non ha mai avuto una posizione di sostegno netta e spontanea nei confronti di un suo eletto, mostrando, viceversa, gaudium et laetitia nell'accogliere figliol prodighi, e tra questi proprio il ricorrente che non ha pensato più di un attimo prima di dichiarare, poi, di voler cambiare bandiera per l'ennesima volta».

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