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«Il Doria non figurava nell'elenco degli alberghi Il Comune era stato informato»
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Unimmagine dellalbergo Doria di Ronchi trasformato in appartamenti Nuova udienza al processo per le lottizzazioni abusive L'imputato: «Per me era solo un residence per ricchi»
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MASSA. «Il Doria era stato accatastato come civile abitazione e non era nell'elenco degli alberghi di Massa». La rivelazione arriva da uno dei teste sfilati davanti al giudice per il processo sulle lottizzazioni abusive nelle residenze turistico alberghiere. Sentito anche Massimo Fialdini, uno dei due imputati: «Sono stato chiamato a lavorare lì come amministratore condominiale, vedevo belle auto e gente ricca. Dai documenti a me consegnati non si poteva capire che quella era una residenza alberghiera». Nuova puntata ieri mattina per il complesso processo per le presunte lottizazioni abusive per la trasformazione dell'albergo Doria di Ronchi da residenza turistica in appartamenti privati poi venduti a privati. In aula davanti al giudice Antonella Dragotto si sono alternati testimoni chiamati dalla difesa - tra i quali il geometra Francesco De Angeli - e poi l'imputato Massimo Fialdini, ex-amministratore di condominio per conto della Doria Srl. Molti gli acquirenti di appartamenti che hanno risposto alle domande degli avvocati. E per tutti affermazioni simili: «Eravamo convinti di acquistare normali appartamenti in un residence». Più interessante invece l'intervento dal banco dei testimoni del geometra De Angeli, chiamato tra il 2006 e 2007 dai proprietari degli appartamenti a lavorare per preparare i ricorsi che avrebbero dovuto servire a sanare gli abusi edilizi segnalati dal Comune all'interno della struttura. «Quell'immobile e gli appartamenti contenuti al suo interno - ha spiegato il geometra - erano stati registrati nella categoria catastale A2, quella per le civili abitazioni. Ma secondo il Comune avrebbe dovuto essere inserita in D, come gli alberghi». Proprio per questo motivo il Comune aveva riscontrato degli abusi negli appartamenti che - se facenti parte di una struttura alberghiera - avrebbero dovuto avere determinati requisiti diversi da quelli evidenziati invece dalla polizia municipale durante alcuni controlli (e poi dalla Guardia di Finanza nelle indagini che hanno portato al processo). Ma il testimone ha anche evidenziato una situazione paradossale. «Secondo il piano regolatore generale - ha spiegato il geometra - l'immobile sarebbe dovuto rientrare nel piano degli alberghi. Ma in realtà nell'elenco comunale delle strutture alberghiere il Doria non figurava». Inoltre per il geometra il Comune nel 2001 avrebbe rilasciato permessi per l'abitabilità dei singoli appartamenti e sarebbe stato informato dei frazionamenti. Dopo il geometra De Angeli è stata la volta di Fialdini. L'avvocato Di Paolo ha presentato alcuni documenti che dimostrerebbero come il suo assistito fosse stato ingaggiato come amministratore di condominio. «A quei tempi - ha detto Fialdini - quello era il mio lavoro. Io non ho mai avuto uffici all'interno del Doria. Come amministratore gestivo da 30 a 50 edifici. Per me il Doria era un residence per signoroni. Quando mi sono reso conto della situazione nelle assemblee ho lavorato per trovare soluzioni».
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