«Tribunale in affanno, siamo in pochi»
Alessandra Vivoli
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Il giudice Maurizio Mauceri durante la sua ultima udienza in tribunale a Carrara Il giudice Mauceri si sfoga: situazione critica e l'emergenza più grande riguarda il civile
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CARRARA. Quarantatrè anni sullo scranno da giudice. Una vita intera trascorsa nelle aule di tribunale. Fino a ieri, ultimo giorno di lavoro per il magistrato Maurizio Mauceri, 74 anni e una grande passione per la legge e, solo nel tempo libero, libero, l'economia. Migliaia di udienze sulle spalle. Una che gli è rimasta nel cuore: quella dei morti di amianto al cantiere di Marina. La sua ultima mattinata in tribunale a Carrara - anche se il pensionamento ufficiale è fra quattro mesi, che serviranno a ultimare, da casa, le sentenze sospese - è stata densa di udienze (e sentenze). Ed è cominciata puntuale, poco prima delle 9. Mauceri ha lavorato fino alle 12 e 40. Proprio come sempre. Non ha voluto feste, in aula, nemmeno una sbicchierata: solo una stretta di mano agli avvocati che erano presenti. Poche cerimonie: «Non è il mio stile» si limita a dichiarare il giudice. Che accetta però di parlare della sua lunga esperienza come "uomo di legge" che ha visto cambiare la città, e la macchina giudiziaria. Una vita dedicata alla giustizia. Si ricorda quando ha cominciato? «Me lo ricordo bene, come se fosse ieri - risponde il giudice Mauceri - Eppure sono già passati 43 anni. Ho lavorato nel tribunale di Firenze, in quello di Milano, e poi sono stato trasferito nei tribunali di Massa Carrara dove, devo dirlo, mi sono trovato benissimo, sia con gli avvocati che con il personale amministrativo. Sono stati anni importanti, sulle spalle ho migliaia di udienze, eppure non mi sento affatto stanco». Quale dei tanti processi affrontati l'ha colpita di più? «Non ho dubbi, quello per le morti da amianto al cantiere di Marina, quando ancora era Cnasa - dichiara Mauceri - Sono rimasto davvero colpito per il grande numero di vittime. È stata, credo, una pagina dolorosa della storia della nostra provincia». Come è cambiato nel corso degli anni il mondo della giustizia? «È cambiato enormemente - risponde il giudice neo pensionato - I processi penali hanno avuto un incremento esponenziale, ma a questo aumento non ha fatto seguito la crescita, proporzionale, del numero dei magistrati. Credo che il problema della lentezza della macchina della giustizia dipenda proprio da questo». I nostri tribunali sono in affanno? «Risentono del problema di cui ho parlato prima - risponde - Tanti procedimenti non proporzionali al numero dei giudici. E credo che per la provincia apuana il problema riguarda soprattutto le cause civili: il numero dei magistrati è inadeguato». Oggi lei va in pensione. Con quale spirito? «Il fatto è che io avrei voluto continuare a lavorare - dice con un sorriso Mauceri - Ho 74 anni ma non mi sento assolutamente stanco. Adesso ho una settantina di sentenze da fare: mi occuperò di quelle, ma con calma». «Lascio un ambiente in cui mi sono trovato davvero benissimo - sottolinea - e, soprattutto, lascio la giustizia apuana in buone mani, quelle del collega giudice Cosimo Maria Ferri». E adesso come occuperà le sue giornate, lontano dalle aule giudiziarie? «Purtroppo non ho hobby - scherza Mauceri - Amo molto leggere, e mi piace molto interessarmi di economia. Non mi interessa affatto, invece, la politica».
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