Il presidio
Asl, la commissaria apre ai fornitori
Chiara Sillicani
«Disposta ad incontrarli, ma accordi così sono stati fatti altre volte»
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. L'azienda sanitaria non si chiude a riccio. Decide di pagare i fornitori, ma chiede loro un bel sacrificio: non soltanto la rinuncia agli interessi, ma anche uno sconto di cassa del 10%. Condizioni inaccettabili per coop e ditte. Ma l'Asl, da parte sua, non fa orecchie da mercante. La commissaria Maria Teresa De Lauretis non vuole il muro contro muro. La commissaria e i fornitori. È disponibile ad un nuovo incontro. Insomma, è pronta a convocare un tavolo con i creditori. «I fornitori - chiarisce - saranno contattati, per parlare della rinuncia agli interessi, in un momento difficile per l'azienda». Bene, ma quello che ai creditori non va giù non è tanto "abbonare" gli interessi maturati (molti non li hanno mai pretesi), ma dover praticare uno sconto. L'Asl sa bene di chiedere un sacrificio, ma questo tipo di transazione non sarebbe una novità. «Cinque anni fa - ricorda la commissaria - la Regione ha fatto una grande operazione di pagamento dei fornitori e le richieste avanzate erano simili a quello che oggi fa l'Asl 1. Chiedere questo tipo di transazione (con lo sconto di cassa ndr) è una prassi in circostanze come queste. Poi valuteremo quanti creditori vorranno accettarla». Insomma, l'idea è chiara: l'Asl deve fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con un disavanzo da capogiro, quindi chiede sconti. Una richiesta formulata per prassi. Ora la palla passa ai fornitori. Quella voragine nei conti pubblici. Adesso la commissaria è disposta a mettersi ad un tavolo con i fornitori. Da Firenze sono approdati nelle casse dell'azienda 10 milioni di euro, ma ancora da chiarire è la reale entità del buco. Perché esiste una inversa proporzionalità: meno soldi nel portafoglio dell'Asl, più sacrifici. Anche per i fornitori. I consulenti sono ancora al lavoro per definire l'entità del buco che sembra allargarsi ogni giorno di più. Anche se per la commissaria parlare di buco è inopportuno: «Si tratta - precisa - di un disavanzo». Anche se la sostanza non cambia. «Le verifiche - aggiunge - non sono terminate. Non è il caso, quindi, di fornire cifre imprecise. Entro l'anno il lavoro di analisi sui conti deve concludersi. Forse ne sapremo qualcosa di più anche prima di quella scadenza». E se la commissaria diventasse direttore generale? Maria Teresa De Lauretis dovrebbe fare le valigie da via Don Minzoni il 31 dicembre quando scade il suo mandato di commissario. Ma potrebbe essere lei il nuovo direttore generale dell'Asl 1. «Per ora - assicura - si tratta soltanto di un'ipotesi in campo. Ma ad oggi (ieri per chi legge) non è stato deciso nulla. Niente è stato formalizzato, aspetto un ulteriore incontro con la Regione. Mi è stato chiesto di guidare l'azienda - ammette - ma non ho preso decisioni. Se lo avessi fatto avrei avuto cura di avvisare le persone con cui lavoro in Asl 5». Perché la De Lauretis dirige anche l'azienda pisana. «Mi hanno chiamato - confida - i sindaci delle zone che rientrano nell'Asl 5, li ho rassicurati: se dovessi decidere di venire a Massa li informerei. È una questione di correttezza». Niente di ufficiale, quindi, ma una voce inistente. Anche Firenze smentisce che la commissaria abbia già assunto le vesti di direttore generale. Anche perché la nomina della De Lauretis comporterebbe una vacanza a Pisa per cui la Regione dovrebbe individuare un nuovo responsabile. Sulle nomine, decise dal Presidente, deve pronunciarsi la commissione regionale sanità. Oggi quella commissione si riunisce, le nomine non sono all'ordine del giorno. Ma potrebbero essere inserite in extremis. Nel caso arrivasse il "si" della commissaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
