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Via libera all'arrivo di Ikea & company

L’area mercatale delle Iare
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L’area mercatale delle Iare

Il Pd: coinvolgere le categorie, Pucci ribatte: si vuol fare della torbida

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 MASSA. Via libera, nel nuovo piano strutturale, alla grande distribuzione (quella sopra i 1500metri) in centro. L'apertura, è stata votata dalla maggioranza compatta nell'ultimo consiglio comunale. Ma il Pd punta il dito: «Per un'operazione del genere - sottolinea Uilian Berti, capogruppo dei democratici - sarebbero dovuto essere coinvolti i sindacati e le categorie economiche».  Disco verde, quindi, per la grande distribuzione che potrebbe trovare collocazione nelle aree mercatali dismesse: come ad esempio le Iare che, peraltro sarebbero già finite nel mirino dei maxi gruppi (leggi Ikea).  Ma il sindaco Roberto Pucci cerca di fare chiarezza. «Non c'è nessuna apertura - dice - Ma teoricamente nel nuovo strutturale (da qui a 15 anni) si potrà consentire l'arrivo della grande distribuzione. Ma per realizzare. In concreto, eventuali nuovi insediamenti bisognerà poi avere il via libera sia all'interno del regolamento urbanistico che dei piani del commercio. E in sostanza sarà la Regione a valutare se il nostro territorio può ancora accogliere la grande distribuzione o se ne è già saturo. Chi interpreta questo diversamente è solo perché vuole fare della torbida».  Ma intanto il Pd incalza. E l'approvazione, quella votata dalla maggioranza compatta nell'ultimo consiglio comunale, fa storcere il naso ai democratici. Per il Pd, infatti, questa apertura alla grande distribuzione non rappresenta la ricetta salva crisi. Anzi, potrebbe dare un ulteriore colpo al tessuto commerciale della città.  «Crediamo che prima di avvallare un'operazione del genere - spiega il capogruppo Uilian Berti - si sarebbero dovute interpellare le categorie economiche e il sindacato. La grande distribuzione non ci sembra poi abbia avuto i risultati sperati: del resto non ci sembra che l'esperienza del Carrefour abbia portato così tanto sul territorio e soprattutto non se ne è giovato il commercio di vicinato».  C'è anche un altro punto, del nuovo strutturale, su cui punta il dito il Pd.  «Si è introdotta la possibilità di edificare entro i primi 5 anni al massimo il 40% delle volumetrie stabilite dallo strutturale stesso - continua Berti - Questo significa che, visto che le varianti sono già state anticipate (e ad alcune sono già a buon punto, e approvate come quelle legate ai Piuss e al piano integrato di intervento) potrebbero assorbire subito questa opportunità di costruire: e i cittadini non avrebbero altra opportunità di edificare». A.V.

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