Sotto processo per la vendita di storditori elettrici al peperoncino
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CARRARA. Aveva esposto una serie di storditori elettrici per l'autodifesa (con all'interno uno spray al peperoncino) in una fiera a Marina, nell'agosto di 4 anni fa. La Procura, allora, aveva sequestrato tutto il materiale dalla bancarella considerandole alla stessa stregua di armi. E adesso il venditore, Ciro Zicati titolare di una ditta di impianti elettrici, si trova sotto processo, con l'accusa di aver portato in luogo pubblico strumenti che possono essere utilizzati come armi. Ieri in tribunale, dal giudice Maurizio Mauceri, è stato ascoltato proprio il venditore finito sotto accusa perchè aveva messo sulla bancarella finita nell'occhio del ciclone, quegli storditori al peperoncino. Strumenti usati (soprattutto dalle donne) per la difesa personale che immobilizzano eventuale aggressore e hanno in più la possibilità di spruzzargli in viso la miscela di peperoncino contenuta nella bomboletta inserita nello strumento stesso che veniva venduto in fiera. L'uomo ha ricordato che quegli storditori erano tutti senza batteria all'interno e regolarmente certificati Ce (dalla Comunità europea): quindi erano a posto e secondo il venditore potevano essere esposti. Quindi oggetti che, secondo quanto riferito anche davanti al giudice dal titolare della bancarella, avrebbero potuto tranquillamente stare in esposizione: non erano, infatti, utilizzabili. È stato ripercorso in aula anche il momento del sequestro, quando sulla bancarella della fiera vennero scorti questi strumenti destinati alla difesa personale. Ma fuori legge proprio perché si tratta di oggetti che possono avere lo stesso utilizzo delle armi. E quindi, proprio per questo motivo, non avrebbero dovuto essere messi "in vetrina" in un luogo pubblico. A.V.
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