Il presidio
Lazienda rifiuta tutte le proposte di mediazione, compresa la Cassa integrazione per soli quattro mesi
Linea dura di Eaton, sale la tensione
Claudio Figaia
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La portineria della Eaton, da ieri sera occupata dagli operai Nervosismo in fabbrica, occupata la portineria, cacciati gli addetti
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MASSA. No al ritiro dei licenziamenti, niente cassa integrazione in deroga. No anche alla proposta avanzata in extremis dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini per la concessione della Cassa per 4 mesi. Eaton insiste sulla linea dura e rifiuta ogni mediazione. In fabbrica, appena arriva la notizia del fallimento dell'incontro, i lavoratori inaspriscono le modalità dell'occupazione. Ieri sera ai cancelli della fabbrica c'erano più di cento operai ad aspettare i risultati del tavolo. Il custode della portineria (uno dei tre-quattro dipendenti Eaton non licenziati) è stato "invitato" dagli ex colleghi a spengere le telecamere a circuito chiuso di controllo e ad abbandonare la sua postazione: anche la portineria è stata occupata. «Se l'azienda si irrigidisce, ci irrigidiamo anche noi», «siamo pronti ad alzare il livello della protesta», dicono i lavoratori tra le vampe e i fumi dei falò accesi davanti all'ingresso. Tensione, nervosismo, delusione sono evidenti ed è facile prevedere che oggi gli operai si faranno sentire in modo clamoroso. Chiesto da sindacati e istituzioni locali proprio per premere sull'azienda affinchè ritirasse le lettere di licenziamento e desse ossigeno ai 300 lavoratori con la cassa integrazione in scadenza, l'incontro di Roma è dunque finito malissimo. Ci ha provato in extremis l'assessore regionale Simoncini a infrangere il muro eretto dall'avvocato massese Angelo Ricci, che rappresentava Eaton al tavolo. Congelamento dei licenziamenti, concessione della Cig per 4 mesi, con netta riduzione degli oneri a carico dell'azienda e, in cambio, disponibilità dei sindacati a ritirare il ricorso davanti al tribunale contro i licenziamenti. Questa, in sintesi, la proposta dell'assessore. Proposta a cui Eaton ha detto no, così come ad ogni altro precedente invito alla mediazione: rinviamo ogni decisione all'esito del ricorso davanti al giudice del lavoro di Massa che si terrà venerdì, ha detto in sostanza l'avvocato Ricci. Un atteggiamento di rigidità assoluta che di rado si registra nelle trattative, fanno osservare i sindacati: di solito le aziende tendono a concedere qualcosa per evitare i contenziosi legali. Ma questa è la situazione di Eaton: un quadro sempre più fosco dove le prospettive di re-industrializzazione sono ancora parecchio vaghe e dove l'azienda non mostra alcun interesse alle sorti dei lavoratori. Tanto da prendersi anche accuse dal governo: il ministero - vedi articolo a fianco - ieri rappresentato da Giampiero Castano capo vertenze dello Sviluppo economico e dalla funzionaria Flavia Di Mario ha detto chiaro che Eaton sta ostacolando la re-industrializzazione. «Il problema è che neanche il governo ha armi per sanzionare una multinazionale che chiude, cancella 23 anni di presenza sul territorio e il futuro di 300 lavoratori», chiude Alessio Castelli, segretario Fiom.
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