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È Giuliano Gemma la star del Castruccio Attacco al cinema
Alessandra Vivoli
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Zubbani premiato dal prefetto 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Giuliano Gemma super star alla XVIII edizione del premio Castruccio. Il celebre attore romano, indimenticabile Tex Willer e protagonista di tanti spaghetti western, ma anche del «Deserto dei Tartari» e «Speriamo che sia femmina», sferra un attacco frontale al cinema italiano. «Il cinema? Oggi non è più quello di una volta. Si fanno pochi film: una sessantina contro i 300 dell'epoca d'oro. E sono tutte pellicole di genere, con troppi film comici. Ma la cosa che più amareggia è gli attori sono considerati cercatori di fortuna: non c'è più rispetto verso una professione che è arte e cultura». Gemma, elegantissimo in abito blu, capelli brizzolati e sorriso da grande schermo, si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «Ai giovani che vogliono fare cinema in questo momento - afferma - direi di cambiare mestiere, perché è un momento troppo difficile. Ma, questo è certo, chi ha una grande passione deve continuare a inseguirla: perché questo mestiere è bellissimo, è come una seduta psicoanalitica continua. Si entra nei personaggi, ci si sfoga, si piange e si ride: il cinema è finzione, ma le emozioni sono vere». E Giuliano Gemma ha proprio il cinema nel suo futuro. Ma non in Italia. «Proprio in queste ore a Roma mi stanno aspettando dei francesi - annuncia - per un grande progetto». Gemma parla anche della fatica del mestiere di attore. «Ricordo che ho girato un film con l'allora campione del mondo di Boxe Nino Benvenuti - spiega - Ebbene, la sera, nella macchina che ci portava in albergo lui si addormentava sempre. E mi diceva: Ma questo è il cinema? Che fatica!» Per Giuliano Gemma c'è anche il momento della commozione. «Sono felice di essere in questa Accademia, la scultura è una mia passione e davanti a questi gessi mi emoziono - dice - E mi emoziono anche a dedicare questo premio, la Torre d'argento, al mio amico e collega Angelo Infanti. Ci conoscevamo dall'età di vent'anni, era un grande attore: questo premio è per lui». Dall'emozione agli aneddoti del mondo di un cinema fatto di grandi attori. «Ricordo che Vittorio Gassman aveva una paura enorme dei cavalli - dice - e quando giravamo il Deserto dei Tartari, ne voleva uno "di pietra e drogato"». E poi «Quella volta che, durante le riprese di "Una pistola per Ringo" mi sono sparato, per fortuna erano colpi a salve, dentro ai pantaloni». È un vero e proprio spettacolo quello di Giuliano Gemma che accende la parte finale di un premio Castruccio (presentato in maniera impeccabile da Giammarco Puntleli) davvero di alta qualità. Tanti gli ospiti illustri insigniti della prestigiosa Torre d'argento: mancava all'appello solo Walter Veltroni, bloccato dall'influenza. Riceverà la Torre nei prossimi giorni nell'ufficio del sindaco. Tanti consensi da Barbara Frale, giovane autrice di un saggio sulla Sacra Sindone che ha avuto quattro ristampe (edizioni Il Mulino). «Un successo - spiega la scrittrice - che neppure noi ci aspettavamo visto che si tratta di un saggio storico». E poi Leo Turrini autore di importanti libri sulle ecellenze italiane: da Enzo Ferrari a Lucio Battisti. «Sono venuto a Carrara un quarto di secolo fa, seguivo il Modena che affrontava la Carrarese e per la cronaca perdemmo 2 a 0 - ha esordito - Sono orgoglioso di questo premio e il messaggio che voglio dare è quello di valorizzare le nostre eccellenze. Dalla Ferrari a Lucio Battisti: ricordo una festa a casa Benetton in cui, insieme a due musicisti che lavorano anche per Celentano, tutti cantavano le canzoni di Lucio: quasi una colonna sonora, per tutte le età». Grandi applausi anche per l'ex ministro dell'Università e della ricerca, Ortensio Zecchino premiato per i suoi prestigiosi studi storici. E in scena al Torre di Castruccio anche lo sport: con i premi alle eccellenze carraresi, il maratoneta estremo, Paolo Barghini che porterà nella sua impresa al Polo scaglie di marmo (dono del sindaco) e la bandiera dell'Accademia della Torre.
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