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Fornitori furiosi: «Aspettiamo i soldi da oltre un anno»
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Un’anziana su una sedia a rotelle2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Si allunga la lista dei creditori non pagati dall'Asl. Anche i negozi di articoli ortopedici e sanitari in molti casi attendono rimborsi da quasi un anno e mezzo. E qualcuno di essi è pronto a mettere in campo gli avvocati per recuperare le somme dovute. A confermare questa tendenza c'è anche Maurizio Sturlese della Otos, un'azienda che possiede negozi di materiale sanitario a Massa e a Carrara. «Sui pagamenti di molti materiali - spiega Sturlese - attendiamo da un anno e mezzo, una situazione che mette a rischio molti negozi come i nostri». Una direttiva dell'Unione Europea imporrebbe agli enti pubblici di pagare i debiti entro 30 giorni, ma in generale le Asl italiane riconoscono solo pagamenti nell'arco di 90 giorni. L'azienda sanitaria apuana avrebbe comunque siglato accordi con i fornitori fissando un limite in 6 mesi, cioè 180 giorni, chiedendo di bloccare azioni legali e richieste di interessi. Ma poi le somme anticipate dai negozianti in molti casi non sono state rimborsate. Il ritardo sta mettendo in crisi le aziende che forniscono i materiali ortopedici che in molti casi dipendono per l'80-85% dai contratti con l'Asl. Sturlese dice di essere pronto a mettere tutti in mano agli avvocati per presentare un decreto ingiuntivo. «Non si può lavorare - spiega - per pagare interessi alle banche». Nei giorni scorsi i sindacati avevano messo in evidenza la situazione drammatica nei rapporti tra Asl e cooperative. La questione era approdata in consiglio regionale grazie all'intervento di Jacopo Ferri del Pdl. Sul tema torna a intervenire anche il consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti. «Ci risulta - afferma Benedetti - che i debiti complessivi verso coooperative e altre associazioni convenzionate ammontino a circa 20 milioni di euro, per questo vorremmo sapere al più presto l'ammontare dettagliato delle fatture non pagate». Per Benedetti risolvere la questione al più presto è importante. «Se non si trova una soluzione - afferma il consigliere Pdl - sono a rischio molti posti di lavoro e servizi ai cittadini».
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