Il Tirreno

L’industria in crisi. Gli avvocati: dal tribunale una risposta sui licenziamenti entro pochi giorni

A Gorizia Eaton paga

Gli avvocati all’incontro con gli operai
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Gli avvocati all’incontro con gli operai

«Nella sede di Massa lavoratori discriminati»

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MASSA. Il tribunale potrebbe bloccare licenziamenti alla Eaton già entro la prossima settimana. Domani gli avvocati del sindacato porteranno gli atti in tribunale e sperano che il giudice del lavoro si esprima a ridosso dei decisivi incontri previsti a Roma. Gli operai: «A Gorizia la Eaton ha concesso la cassa integrazione in deroga, qui siamo discriminati». Subito dopo l'incontro di ieri con il vescovo Santucci, i lavoratori si sono riuniti in assemblea con i legali delle tre principali sigle sindacali per capire la strategia da attuare nell'eventuale causa.  Entro domani tutti gli atti con la richiesta di revoca potrebbero essere depositati in tribunale a Massa. Una decisione da parte del giudice unico del lavoro (l'ex-pretore) potrebbe già arrivare all'inizio della prossima settimana.  Per gli avvocati i provvedimenti di licenziamento potrebbero essere impugnati - in base all'articolo 28 dello statuto dei lavoratori - perché l'azienda, non rispettando gli accordi sottoscritti nel 2008, avrebbe tenuto comportamenti antisindacali.  Lo statuto parla chiaro: qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e delle attività sindacali, le parti possono far ricorso davanti al giudice del lavoro. Questi, se ritenesse fondata la richiesta, potrebbe emettere un decreto dagli effetti immediati in cui ordina all'azienda «la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti», in questo caso le lettere di licenziamento. Come è emerso dall'incontro di ieri sarebbero quindi i sindacati stessi a presentarsi come parte danneggiata.  Ma per dar forza al ricorso i legali hanno chiesto ai lavoratori di iniziare una raccolta di firme per entrare individualmente nella causa con una serie di ricorsi "ad adiuvandum". «In questo modo - dice l'avvocato Claudio Lalli che rappresenta la Cgil - il numero dei partecipanti alla causa darà maggior forza alle nostre richieste».  La chiave di tutto sarebbe ancora un volta l'accordo siglato nel dicembre 2008 sulla mobilità e la lunghezza del periodo di cassa integrazione. In una delle clausole la Eaton si era impresa l'impegno di reincontrare i sindacati e le parti sociali per ridiscutere eventuali prolungamenti degli ammortizzatori sociali. L'invio delle lettere di licenziamento da parte della Eaton avrebbe invece violato questa procedura. Per gli avvocati (appartenenti agli studi di Claudio Lalli, Roberto Valetti e Attilio Pegazzano) la stessa Eaton avrebbe tenuto un profilo più "morbido" durante vertenze in altre zone d'Italia come a Gorizia (dove però la fabbrica è ancora aperta). Secondo i legali il trattamento ricevuto dai dipendenti Eaton sarebbe stato quindi "discriminatorio".  Dalle Rsu aziendali è arrivato un invito agli operai della Eaton affinchè aderiscano all'iniziativa. Soprattutto in vista dell'incontro del 18 a Roma. «Andare all'incontro con un mandato sottoscritto da 300 persone - ha detto Alessio Castelli della Fiom-Cgil - darebbe un peso diverso al nostro potere contrattuale».  Dello stesso parere anche Marco Battistini della Cisl. «Abbiamo firmato per una mobilità con criteri alternativi su base volontaria - ha aggiunto Battistini - ma la Eaton ha mandato lettere di licenziamento senza trattare di nuovo sulla mobilità».  Già durante l'incontro di ieri 120 lavoratori hanno dato la loro adesione, ma per la giornata di oggi anche tutti gli altri potrebbero prendere parte alla causa contro Eaton.

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