«Ora sto bene, voglio farvi sapere quanto mi mancava Carrara»
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Donatella Visconti La dinamica Donatella Visconti l'anno scorso ebbe un grave problema di salute
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CARRARA. «Omaggio alla città e alle persone che amo». Così, con una accorata lettera aperta, Donatella Visconti, dinamica e infaticabile protagonista di molte iniziative culturali e dalla parte della città con la sua "Promidea", informa i carraresi «che il 14 ottobre è un anno da quando ho avuto il grave malore nel mio ufficio alla Confartigianato e che mi ha portata ad essere urgentemente operata a Pisa, dove la genialità del dott. Puglioli e le nuove tecniche della medicina (e l'intervento del Padre Eterno) mi hanno miracolosamente salvato la vita». E racconta ancora: «Appena uscita dall'Ospedale di Pisa "davo i numeri". Volevo scappare tutti i giorni da casa, facevo impazzire i miei figli perché volevo tornare a Carrara, nell'ufficio dove ho lavorato per tanto tempo. Il mio cervello aveva subito un terribile choc e un giorno per caso, a casa di mia figlia mi è capitato in mano il calendario che avevo fatto l'anno scorso e sfogliandolo ho piano piano riconosciuto i volti, ho riconosciuto i luoghi e ritrovato la lucidità. Sono riuscita in tutto questo tempo a scrivere tre libri di storia locale e sto dandomi da fare per completare il presepe in marmo rimasto incompiuto a causa della mia grave malattia. Sono una miracolata, mi dicono i medici. Con questa lettera voglio ringraziare tutti, poiché in tanti hanno contribuito al miglioramento del mio stato di salute. Ora sto meglio ma è ancora durissimo accettare di essere malata per una attiva come me, e soprattutto ho ancora da superare la mancanza di Carrara, la città che amo, che per 16 anni mi ha ospitato, da quando ho iniziato il mio lavoro, di cui ho sentito la mancanza. Sento la mancanza anche delle strade che percorrevo ogni giorno, indaffarata per il lavoro o per portare a compimento una delle mie tante iniziative; sento la mancanza delle persone che incontravo tutti i giorni, alle quali spesso chiedevo ricordi, fotografie dimenticate nel cassetto, mi mancano i negozi, i bar che ero solita frequentare, tutte le persone che conosco e che erano abituati alle mie iniziative, alle mie stravaganze, le redazioni dei giornali e le Tv. Con forza e coraggio, ho ritrovato il desiderio di rimettere insieme i pezzi della mia vita andata improvvisamente in frantumi quella maledetta sera di ottobre. Il ricordo delle persone che conosco, che ho ritrovato mi hanno dato la spinta giusta per ricominciare da zero, ma comunque ricominciare. Vorrei che la gente lo sapesse, soprattutto quelli che mi hanno scritto o telefonato per farmi coraggio. Nella mia testa a Pisa, in un letto di ospedale, priva di conoscenza mi ricordo delle luci, che una alla volta si stavano spegnendo, ne era rimasta accesa solo una, poi ho sentito una spinta fortissima e ho riaperto gli occhi». Scrive ancora la Visconti: «Ho riconosciuto i miei amati figli Erika che ha fatto tanto per me, Gianluca, Flora, Marco, mia sorella (che ha firmato accettando tutti i rischi del difficilissimo intervento) alcuni miei colleghi, ma le mie prime parole che ho rivolto ai dottori, a tutti, sono state "Voglio andare a Carrara" e ho continuato a chiederlo a chiunque mi si avvicinava. Devo ringraziare gli operatori della Pubblica Assistenza che prontamente mi hanno soccorso, i dottori del Pronto Soccorso che hanno capito la gravità della situazione. Ringrazio il sindaco e la Confartigianato e tutte le altre persone che mi hanno aiutato a superare i problemi venuti dopo e i medici di Carrara che si sono impegnati per me (Pucci, Accarino, Isoppi, Bianchini, Rosaia e i medici dell'Opa)». E conclude: «Grazie di cuore a tutti e cordiali saluti. La Visconti».
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