Il Tirreno

Presente anche la vedova, Fumié Kakinuma

Dal Giappone a Bergiola, sipario alla mostra su Signori

Fumié Kakinuma, vedova di Carlo Sergio Signori
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Fumié Kakinuma, vedova di Carlo Sergio Signori

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 CARRARA. Chiuso il sipario sulla bella mostra estiva che la Galleria Ars Apua di Bergiola ha voluto dedicare all'opera grafica e scultorea dell'artista Carlo Sergio Signori, che per primo fece un monumento d'arte astratta nell'immediato dopoguerra. Francesca Nicoli, manager degli studi di scultura, ricorda: «Durante il fascismo Signori si era rifugiato a Parigi e qui aveva preso parte a Giustizia e libertà, il movimento fondato da Carlo Rosselli. Se nel 1946 Signori era già a Carrara presso gli Studi Nicoli per seguire le lavorazioni della sua opera dedicata ai fratelli Rosselli, brutalmente ammazzati dalla barbarie fascista nella città francese che tributava loro il monumento, Bagnoles sur l'Orne, nel 1964 l'artista era partito alla volta della città giapponese di Manazuru, ove si svolgeva un importante Simposio internazionale di scultura in pietra. Storico e importantissimo simposio ove si ebbero fecondazioni e germinazioni decisive per gli sviluppi successivi del movimento astratto. Si trovarono in Giappone nel 1964 il cubano Augustin Cardenas, l'italiano Signori e il francese Antoine Poncet, tre personalità semplicemente maestose, di lì in poi sempre attive a Carrara negli Studi Nicoli. Deve essere avvenuto proprio nel corso di questo simposio storico l'incontro fra lo scultore pudico e imponente e la fotografa figlia del Sol levante Fumié Kaminuma, presto divenuta Madàme Fumié Kakinùma Signolì».  Aggiunge Francesca Nicoli: «Erano gli anni in cui sulle copertine dei magazines internazionali imperversavano i corpi nudi ed avvinghiati di John Lennon e Yoko Ono: quest'ultima artista concettuale appartenente al gruppo Fluxus ha ricevuto il Leone di Venezia alla scorsa Biennale di Arti visive a Venezia. Spirava e sembra spiri tuttora dal Profondo Est il vento del rinnovamento: negli anni Sessanta la coppia di stars Lennon / Ono fece propaganda, intelligente e popolare, contro la guerra in Vietnam, e il fenomeno sociale di Piece and love dilagava. Anche Carrara nel suo piccolo ci prova. Perciò la fusione dei due mondi è salvifica, e l'Occidente si bagna nel loto dell'oriente più raffinato e colto, quello giapponese, a seppellire nell'oblio le proprie storture ed attingere le nuove forze per una razionalità morbida e sinuosa».  Prosegue: «La presenza di Fumié Kakinuma accompagnata dalla sorella Hatsuko alla chiusura della mostra carrarese dedicata a Signori ci ricorda anche che cosa diede a un italiano timido e schivo la capacità di rendere nel linguaggio delle forme plastiche uno dei più forti esempi della robustezza morale, attraverso il modello dell'integrità severa e flessibile di un bambù. La nostra città saluta con calore la nascita di circoli italo-giapponesi tesi alla migliore interazione e allo scambio fra le due culture. E fra le missions della Galleria Ars Apua, che è sede dell'associazione culturale Ars sculptoris nella persona della sua presidentessa Kazuko Oki, questa volontà di favorire l'incontro con la grande cultura giapponese è certamente la più lodevole e degna di nota».

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