Sicurezza
Borse di studio, tante richieste ma mancano soldi
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IN CLASSE. Bambini tra i banchi di scuola alle elementariCinquanta famiglie in graduatoria sono rimaste senza il contributo
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MASSA. Pochi soldi e troppe domande. Sono tante le famiglie massesi che hanno chiesto al Comune un contributo per i libri scolastici dei figli o hanno cercato di rientrare nella graduatoria per l'assegnazione di borse di studio. Insomma, la crisi c'è e morde, così tanti genitori contano sul sostegno delle istituzioni. E quando scoprono che, nonostante il reddito basso, non ottengono il contributo vanno su tutte le furie. Ben 403 famiglie con un ragazzo alle superiori hanno chiesto di poter usufruire della borsa, ma soltanto - si fa per dire - 354 l'hanno ottenuta. Quindi 49 studenti non possono contare su quelle 250 euro che non sono una fortuna, ma rappresentano per molti una bella boccata d'ossigeno. E peggio è andata per chi ha chiesto il contributo libri: su 389 richieste, ne sono state soddisfatte 269. Ben 129 famiglie non potranno godere di quel sostegno economico pur avendone diritto ed essendo rientrati in graduatoria. E il motivo è semplice: non ci sono abbastanza soldi. Il requisito per godere delle due forme di sostegno è reddituale: la famiglia deve avere un Isee al di sotto di 13.500 euro. Quella è la condizione indispensabile per rientrare in una graduatoria che - seppur è triste dirlo - riconosce il primo posto al più povero, a chi, quindi, guadagna meno. I contributi vengono assegnati scorrendo la graduatoria e quando finiscono, per chi non li ha ottenuti non c'è nulla da fare. Come funziona l'attribuzione lo spiega Santo Tavella, dirigente del settore istruzione. «Il meccanismo è quello della governance territoriale: il finanziamento arriva alla Regione che trasferisce il denaro alla Provincia, la quale, in base a specifici parametri, lo distribuisce ai vari Comuni. Il bando, e quindi i requisiti - precisa - sono uguali in tutti i Comuni. Gli anni scorsi - chiarisce - veniva stilata la graduatoria e la cifra a disposizione del settore veniva suddivisa per gli aventi diritto». Magari il contributo era meno ricco, ma tutti potevano averlo. «La Regione, dallo scorso anno - spiega il dirigente - ha vietato questa soluzione, quindi si scorre la graduatoria fin quando non termina il budget. E quest'anno siamo arrivati ad assegnare contributi alle famiglie con Isee pari a 10.440 euro. Per coprire tutte le richieste servivano 12mila euro in più per le borse e 25mila per il contributo libri». Più fortunate invece le famiglie dei bambini e dei ragazzi iscritti alle scuole elementari e medie: borsa per tutti. Insomma, il problema ancora una volta è quello dei trasferimenti: dallo Stato meno soldi alla Regione, dalla Regione meno soldi agli enti locali. E a rimetterci sono i cittadini. Soprattutto quelli più deboli e con meno euro nel portafogli.
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