Il Tirreno

L’avvocato difensore: le sue condizioni stanno aggravandosi

Fa lo sciopero della fame il padre che «rapì» la figlioletta a Marina

La casa vacanze di Marina teatro del «rapimento»
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La casa vacanze di Marina teatro del «rapimento»

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 MASSA. Stanno peggiorando le condizioni di Massimiliano Camparini, il padre della piccola prelevata dai genitori da una casa vacanza di Marina nel luglio scorso a causa dello sciopero della fame che ha cominciato nel carcere di Massa.  L'uomo e la moglie (che si trova in carcere a Livorno), fuggirono con la bambina e vennero rintracciati dopo dodici giorni di ricerche in Svizzera. La figlia venne affidata a un istrituto (dove si trova tuttora), i due finirono in carcere. Camparino ha inziato lo sciopero della fame il 1º ottobre e, adesso, secondo il suo legale, l'avvocato Francesco Miraglia, che lo ha visitato in carcere, «Massimiliano sta peggiorando è dimagrito di altri due chili ed il magistrato ha autorizzato un colloquio con lo psichiatra. Quello che più mi preoccupa, però, è il silenzio completo di tutti. Fa specie, in particolare, quello del sindaco e del vescovo di Reggio Emilia. Peccato solo che il mio assistito non si chiami Marco Pannella».  E' stata intanto fissata per il 13 dicembre la prima udienza sul caso della piccola Anna Giulia, che attualmente si trova in un istituto di suore.  L'episodio del "rapimento" risale al 15 luglio scorso. La coppia entrò nella casa vacanze di Marina di Massa dove la figlia stava trascorrendo, con l'associazione cui era stata affidata, un soggiorno al mare e portò via la piccola. Nel blitz pare che il padre abbia utilizzato anche una pistola giocattolo. La bambina era stata tolta ai genitori su ordine del giudice di Bologna e già in precedenza i due disperati genitori avevano cercato di riprendersela.  Il 27 luglio vennero fermati in Svizzera e portati in carcere. Sequestro di persona è l'accusa formulata nei loro confronti dalla procura di Massa (titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono).

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