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«Riprendiamo la nostra fabbrica»
Gabriele Dini
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LAVORATORI IN LOTTA. Il tavolo in Prefettura ieri mattina e gli operai allinterno dellazienda dopo averla occupata I lavoratori assediano la prefettura e poi occupano l'azienda
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MASSA. Una semplice sbarra non può arrestare la rabbia dei lavoratori. Gli operai licenziati dalla Eaton hanno occupato la fabbrica per protestare dopo la rottura della trattativa con l'azienda. Ieri mattina, i rappresentanti della società hanno infatti lasciato il tavolo convocato in prefettura senza firmare il documento proposto da istituzioni e sindacati in cui si chiedeva di "congelare" i licenziamenti. «Ci aspettavamo che la Eaton tornasse indietro ritirando i licenziamenti - spiega Marco Battistini, segretario della Fim-Cisl - così sono stati violati tutti gli accordi, i lavoratori sono esasperati da ciò che sta accadendo». «I lavoratori si sono ripresi ciò che è loro - aggiunge Castelli della Fiom-Cgil - con questa occupazione dimostereremo che noi sappiamo rispettare le regole, cosa che altri non fanno». La giornata di tensioni era cominciata in mattinata. I lavoratori della Eaton ieri mattina sono partiti dalla fabbrica a piedi per raggiungere la prefettura dove era previsto un incontro tra le istituzioni locali, i rappresentanti sindacali e la Eaton. Oltre 200 operai hanno cinto il palazzo in maniera pacifica in attesa di notizie. Ma le trattative, nonostante l'impegno del Prefetto e dei sindaci di Massa e Carrara, si sono presto arenate. I rappresentanti della Eaton - Luca Cuoghi e Angelo Ricci - hanno immediatamente fatto capire che l'azienda non era disposta a trattare e soprattutto ad accogliere le richieste dei sindacati sulla revoca dei licenziamenti. Inutile pensare che l'azienda volesse impegnarsi a spendere gli 800.000 euro richiesti (solo il 5% del costo tocca al datore di lavoro in questi casi) per far andare avanti la cassa integrazione in deroga per un altro anno. I rappresentanti delle Rsu hanno abbandonato l'incontro dopo la prima sessione. «Inutile trattare, ci sono troppe chiusure». Intanto le trattative all'interno del palazzo sono continuate per oltre due ore. Le istituzioni locali e i sindacati hanno chiesto alla Eaton di "congelare" le procedure di licenziamento in attesa dell'incontro al ministero dello sviluppo economico (a cui, grazie alla pressione della Regione, si è aggiunto anche il ministero del Lavoro). Ma non c'è stato niente da fare. A quel punto anche il prefetto ha biasimato il comportamento dell'azienda, dicendo che la Eaton deve assumersi la responsabilità di tutto ciò che adesso potrebbe accadere dal punto di vista dell'ordine pubblico. Il sindaco Roberto Pucci, amareggiato, ha commentato: «ritengo incomprensibile l'atteggiamento di Eaton, nessuno chiedeva loro impegni economici ma solo di attendere per facilitare le trattative». Il corteo dei lavoratori - dopo aver abbandonato l'idea di occupare la prefettura - è ripartito in direzione della fabbrica dove, dopo una breve assemblea, si è decisa l'occupazione. Gli operai hanno immediatamente riscosso l'appoggio dei politici locali e della Regione. In serata è arrivato in visita ai lavoratori il presidente Enrico Rossi. Poco prima il sindaco Pucci ha accompagnato allo stabilimento un imprenditore torinese - proprietario di un'azienda che lavora fibre al carbonio per componenti auto - che fa parte del progetto Global Carbonuna visita che ha riportato un minimo di speranza in una giornata difficile. Intanto il legale della Fiom-Cgil Claudio Lalli annuncia un ricorso legale contro i licenziamenti. (Altro servizio a pag.3)
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