Il Tirreno

 MASSA. È una riflessione sul rapporto costi benefici quella dell'onorevole ...

<b>PARLAMENTARE.</b> Fabio Evangelisti
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PARLAMENTARE. Fabio Evangelisti

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 MASSA. È una riflessione sul rapporto costi benefici quella dell'onorevole Fabio Evangelisti, coordinatore regionale dell'Italia dei Valori. «Fare meglio con meno - spiega - non è uno slogan, ma una priorità per la riviera apuo-versiliese e il suo entroterra. Il porto turistico può rappresentare un'opportunità di sviluppo e un'occasione di rilancio per l'intera provincia». Un concetto emerso con chiarezza anche durante il convegno organizzato dall'Idv giovedì. «La nautica - Evangelisti chiarisce l'idea - è una delle realtà più consolidate del territorio apuano e merita di essere valorizzata. Il porto turistico, dunque, pensato per esaltare le potenzialità economiche e la vocazione turistica della nostra terra, non può andare a sostituire le strutture esistenti né distruggere i delicati equilibri naturali della zona, ma dovrà rispondere ai requisiti fondamentali di tutela ambientale - in particolare l'erosione e la difesa delle aree verdi. Prima di ogni valutazione economica, dunque, sono necessarie garanzie ambientali. Fino a ieri - aggiunge - eravamo soli a sostenere questa tesi, oggi la nostra voce è rafforzata da Legambiente, da Italia Nostra Toscana, dall'Associazione Nazionale Approdi Turistici, dall'Associazione Balneari, dal Wwf, da Assonautica, da Agepark, da Amare Marina». Poi chiarisce un concetto: qui non si parla di porticciolo, «e l'incontro - si riferisce al dibattito - ha fatto emergere le preoccupazioni del territorio, alcuni dei progetti in esame lasciano immaginare un'opera più grande del porto commerciale. Il nuovo porto, per come oggi si è prospettato nell'ipotesi del Gruppo Caltagirone, creerebbe un danno ambientale irreversibile e un effetto disastroso sui già difficili equilibri costieri. Dal punto di vista economico, poi, porterebbe vantaggi solo ai costruttori e gravi danni per l'industria turistica e la popolazione. È legittimo, pertanto, il timore di trovarsi di fronte a un progetto fondato sul cemento.  La realizzazione di un porto non può essere strumentale alla realizzazione di villette a schiera, né può essere piegata ai diktat dell'Autorità portuale. E la politica, in questo senso, è chiamata a riconquistare il ruolo decisionale di partecipazione, concertazione e sintesi cui è chiamata e che le appartiene. Noi dell'Italia dei Valori chiediamo trasparenza, dialogo e sostenibilità. Sulla base di questi principi, le amministrazioni locali troveranno nell'Idv un interlocutore sempre disponibile».

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