Il Tirreno

Battaglia contro gli abusi nei contrassegni portatori di handicap

Memorandum delle associazioni contro le barriere architettoniche

 Daniele Delle Bona
Contrassegno per portatori di handicap: anche secondo le associazioni gli abusi sono troppi
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Contrassegno per portatori di handicap: anche secondo le associazioni gli abusi sono troppi

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 CARRARA. «L'obiettivo è l'abbattimento di tutte le barriere architettoniche e sociali sul territorio per rendere Carrara una città più accessibile e vivibile per tutti». A lanciare l'appello all'amministrazione sono state ieri una serie di associazioni (dall'Afaph Onlus di Massa Carrara all'Associazione non vedenti e ipovedenti) che, dopo svariati incontri con le commissioni consiliari competenti in materia, hanno stilato un memorandum con una serie di proposte. In primis l'adozione del contrassegno europeo, soluzione che eliminerebbe il problema della duplicazione dei tesserini arancioni e del loro abuso (nell'ultimo anno a Carrara tra rinnovi e nuovi rilasci si è toccata quota 531). C'è poi l'annosa questione dei parcheggi riservati ai disabili che - come hanno dimostrato numerose foto presentate in conferenza stampa - sono spesso inutilizzabili a causa di marciapiedi troppo sopraelevati o d'ingombranti paletti per la segnaletica stradale. Insomma, per chi è costretto a parcheggiare e poi salire su una carrozzina diventa una vera e propria missione impossibile. Un'altra nota dolente è quella dei trasporti pubblici: troppo spesso, infatti, le pedane per salire e scendere dagli autobus sono inutilizzabili oppure può capitare che il personale sia impreparato. «Inoltre - come ha fatto notare Fabio Basile, dell'Associazione non vedenti e ipovedenti - non esistono a Carrara semafori sonori e autobus con sintesi vocali per non vedenti».  «Ciò che deve davvero cambiare - ha commentato Daniele Carmassi, responsabile Afaph - è la mentalità nella progettazione dei lavori pubblici».  E, proprio sul fronte dei lavori pubblici (alcuni già programmati per i prossimi mesi) le associazioni non intendono mollare la presa: «Il nostro scopo - ha sottolineato Nicola Codega, membro dell' Afaph - è monitorare i lavori pubblici futuri».  Infine, una testimonianza toccante è arrivata da un madre che ogni giorno combatte accanto al proprio bambino, malato di fibrosi cistica: «Per me e per tante persone nella mia stessa situazione, un grosso problema è rappresentato dalle difficoltà derivanti dalla poca coordinazione tra i vari ospedali: si finisce per passare dai grandi centri di Firenze, Genova o Roma a quelli più piccoli di provincia, ritrovandosi a lottare nella totale solitudine».

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