Il Tirreno

«Posti di lavoro con i miei scarti artistici»

Sara Ligutti
Graziano Cecchini mostra una delle sue opere tratte dalle lastre difettate
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Graziano Cecchini mostra una delle sue opere tratte dalle lastre difettate

Cecchini porterà a Firenze 300 tonnellate di bianco: «Renzi capirà di cosa è fatta la città»

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 CARRARA. «La comunicazione e la provocazione per cambiare la richiesta del mercato del marmo», è questo il nuovo progetto dell'artista Graziano Cecchini, tornato ieri a Carrara per presentare la sua nuova opera che, insieme ad un'altra ancora in lavorazione, sarà esposta dalla prossima settimana alla Fiera Marmomacc di Verona, nello stand della Gmc.  Lo stand Gmc è quello dell'azienda dell'ex presidente della Carrarese, Luciano Grassi.  Come si ricorderà, nella cava dei Grassi, nelle scorse settimane, durante una performance l'artista romano (ma ora vive a Pisa, oltre a essere assessore "al nulla" nella giunta Sgarbi di Salemi) aveva già mostrato la potenzialità della valorizzazione degli scarti.  Aggiunge quindi Graziano Cecchini: «La mia scommessa è quella di vendere il marmo a un euro e cinquanta al chilo e non più alla tonnellata».  E per il prossimo mese è prevista anche un'esposizione per le strade di Firenze, sempre con protagonista il marmo delle nostre cave, così da lanciare un messaggio al sindaco Matteo Renzi: «Ricordati che Firenze è fatta di marmo di Carrara».  Ma l'opera che sarà esposta a Verona?  Si tratta di una lastra di marmo che, attraverso le sue venature, le sue macchie e i suoi colori, svela una figura femminile di circa un metro e settanta adagiata su uno scoglio, con sotto il mare in tempesta.  «La figura - spiega Graziano Cecchini - era già presente nella lastra di marmo tagliata», quindi è bastato leggerla, individuarla, e metterla in risalto, come diceva Michelangelo. In questo caso con l'aiuto del carboncino, per rendere l'immagine visibile anche all'occhio meno allenato.  Queste opere nascono, spiega ancora l'artista, «Contro quelli che identificano le macchie, le venature e i colori del marmo come difetti. Gli architetti non possono venire a Carrara e scartare tutto quello che non è marmo completamente bianco. Se no finisce che, fra qualche anno, di marmo non ce ne sarà più».  «Inoltre - continua - la rivalutazione, la lavorazione e lo studio di queste macchie, nell'arco di cinque anni, potrebbe creare nuovi posti di lavoro»: sia per gli ingegneri che devono studiare il modo migliore per utilizzare questo materiale fino a ieri scartato, sia per gli studenti dell'Accademia, che il marmo poi potranno lavorarlo. Del resto l'arte crea sempre posti di lavoro. Invece fatemi il nome di un economista che è diventato miliardario», ironizza Cecchini e definisce questo momento «rivoluzionario».  Ma i progetti che vedono come protagonista il marmo non sono finiti: durante il Festival della Creatività che si terrà a Firenze il prossimo mese, il capoluogo toscano sarà invaso da circa trecento tonnellate di marmo. Una sorta di "memento" per il sindaco Renzi. «Ricordati che la tua città è fatta di marmo di Massa e Carrara», è il messaggio che si vuole lanciare con questa performance.  Spiega Cecchini: «Spero che Renzi, che finora si è dimostrato una persona "illuminata", non faccia lo stesso errore di altri sindaci che, per risparmiare, sono andati a prendere il marmo in Cina, invece che a Carrara».

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