«Ma ora non mettiamo i cani fuori dagli istituti»
Luca Borghini
I rappresentanti della Rete degli studenti: la soluzione al problema non è la criminalizzazione
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CARRARA. Droga nelle scuole. Dopo l'operazione che ha portato tre arresti, fra questi uno studente 18enne, parlano loro. Gli studenti. «La soluzione al problema non è criminalizzare e mettere i cani antidroga fuori dalle scuole ma capire e cercare di risolvere il problema del disagio giovanile». È un coro di protesta unanime all'idea di mettere fuori dagli istituti cani antidroga per risolvere il problema degli stupefacenti, quello che si alza dai rappresentanti della Rete degli Studenti Medi di Massa e Carrara. Per Angelica Gatti, rappresentante della Rete degli Studenti, i cani antidroga fuori dalle scuole «non sono una novità» e anzi si sarebbero già visti in passato, l'errore quindi starebbe «nel modo in cui viene affrontato il problema della droga nei giovani». «Ghettizzare non è la soluzione per aiutare chi fa uso di droghe o chi si avvicina al mondo della tossicodipendenza l'aiuto può essere invece dato - spiega - partendo proprio dalla scuola «inserendo nei piani formativi degli incontri nella scuola sul tema della droga». Che però non sarebbero più possibili «per i tagli che arrivano con la riforma Gelmini». E nel caso specifico di Marina di Carrara la Gatti dice: «Non conosco il fatto nello specifico ma un ragazzo che usa droga sicuramente viene da un disagio sociale o familiare da risolvere non da condannare». Infine una punta di polemica sulla normativa italiana: «La legge italiana non fa distinzione tra il reperire, fare uso e spacciare droga». Sulla questione interviene anche Marco Guarguaglini, delegato provinciale di Rete degli Studenti, che ammonisce sull'idea di usare i cani come metodo repressivo: «Un'iniziativa del genere non risolvere il problema ma produce solo una criminalizzazione degli studenti. Si fa presto a dire: uno studente spaccia, allora tutti gli studenti si drogano. Ovviamente la realtà non è così». La scuola va preservata nella sua funzione educativa per Guarguaglini: «Ci deve essere un intervento di sensibilizzazione degli studenti nelle scuole sulle tematiche della droga e, più in generale, della salute; non certo dei cani antidroga che non aiutano certo la lotta contro il disagio giovanile».
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