Il Tirreno

Allarme rientrato, non chiuderà la biblioteca dell'Accademia di Belle Arti

David Chiappuella
L’ingresso della biblioteca
◗
L’ingresso della biblioteca

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. «La biblioteca dell'Accademia non morirà, ma resterà aperta sia agli studenti che al pubblico». È con queste parole che Simone Caffaz, presidente dell'Accademia di Belle Arti, smentisce le voci allarmistiche che, circolate in questi giorni anche sul blog Ottopassi di Giorgio De Filippi, avevano ipotizzato una definitiva chiusura della biblioteca accademica a seguito del pensionamento dell'ultima bibliotecaria Ines Berti, che svolgeva questa attività grazie ai finanziamenti della Rete provinciale delle biblioteche. «La nostra biblioteca - assicura Caffaz - continuerà a svolgere le sue funzioni e resterà a disposizione di tutti. Presto verrà infatti affidata ad un insegnante dotato della necessaria qualifica che sarà affiancato da giovani stagisti. La signora Berti, inoltre, si è detta disponibile a proseguire a costo zero la sua opera di catalogazione dell'archivio Zaccagna, che presto sarà esposto al pubblico in occasione di una mostra». L'intenzione dei vertici accademici sembra dunque quella di garantire l'apertura dell'istituzione, nonostante una mancanza di fondi e personale da parte della scuola che negli ultimi anni ha portato ad una situazione di frammentarietà del servizio. «Negli ultimi tre anni - ha spiegato Caffaz - il governo ha tagliato del 50% i fondi destinati all'attività didattica dell'Accademia ed anche la Provincia ha notevolmente ridotto il suo contributo». A questo punto c'è da sperare che le istituzioni cittadine e qualche imprenditore generoso si muovano per sostenere l'Accademia e mantenere in vita quella che già a partire dalla sua apertura, avvenuta nel lontano 1890, è stata la prima biblioteca pubblica di Carrara, concepita per soddisfare non solo esigenze formative di tipo scolastico, ma anche quelle delle classi popolari e lavoratrici. L'attaccamento della comunità carrarese a questa biblioteca emerse chiaramente nel gennaio del 1957, quando l'allora direttore dell'Accademia Antonio Biggi decise di vietarne l'accesso all'elemento popolare per renderla esclusivamente scolastica.  Il malcontento in città fu tale che il direttore, nel giro di poche settimane, dovette riaprire al pubblico.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera