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Altri tre alberghi pronti a chiudere La crisi non si ferma
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Una veduta aerea di Marina di Massa2 MINUTI DI LETTURA
Altri tre hotel in pieno centro sono pronti a chiudere i battenti. La morìa delle strutture alberghiere sul litorale apuano va avanti e preoccupa sempre più gli addetti ai lavori. Le nuove chiusure (due sono sicure, una è altamente probabile) riguardano attività medio-piccole ma potrebbero infliggere un'emorragia da 60 camere alla già ridimensionata capacità ricettiva della costa. «Servono più eventi e promozione».
«La situazione è preoccupante - commenta il presidente degli albergatori Claudio Lotto, lanciando un appello ai politici locali - bisogna creare una situazione che attragga nuovi investimenti e soprattutto permetta di allungare la stagione turistica». Sui nomi degli alberghi pronti a serrare definitivamente i battenti c'è ancora riserbo. Ma per due di essi la decisione dovrebbe essere sicura. Sul terzo c'è ancora qualche dubbio. Uno degli hotel avrebbe anche lo svincolo per essere trasformato in appartamenti. Quel che è sicuro, comunque, è che il settore turistico-alberghiero è in sofferenza. I posti letto sul territorio di Massa sono scesi a quota 3000 circa (5500 in tutta la provincia). Negli ultimi dieci anni hanno chiuso tra i 25 e i 30 alberghi solo nel massese. «Ormai - spiega ancora Lotto - i costi di gestione e ristrutturazione sono diventati troppo alti. E le stagioni sono sempre più risicate. Servono più eventi per allungare il periodo di lavoro». L'associazione degli albergatori dice di essere impegnata su più fronti per attrarre più turisti. «Stiamo lavorando nel nostro solito bacino di utenza nel Nord Italia - spiega Lotto - ma anche per far tornare turisti di area tedesca che viaggino in mezze stagioni». Ma a queste persone bisogna anche dare servizi, collegamenti ed eventi. «La promozione turistica va fatta a livello globale e in maniera manageriale - spiega Lotto - servono piste ciclabili, decoro urbano, più raccolta differenziata». Per Lotto sarebbe importante anche migliorare i collegamenti con la zona fiere e con l'entroterra. in questo modo si potrebbero attrarre anche nuovi investitori. «Finora - aggiunge il presidente degli albergatori - la politica locale ha preferito puntare sull'industria senza considerare il turismo. Solo ora ci si accorge che le fabbriche sono sempre a rischio spostamento. La maggior parte dei soldi investiti nel turismo, anche se solo tramite l'indotto, resterebbero invece sul nostro territorio». Per Umberto Sarto di Confcommercio il settore alberghiero ha bisogno anche di appoggiarsi a strumenti urbanistici più "moderni" e aggiornati. «Bisogna rimettere mano - spiega Sarto - a piani fermi da anni. Purtroppo il piano di recupero per gli alberghi approvato durante il secondo mandato di Pucci è bloccato dal 2008. Al momento non c'è alcuna area destinata a nuove costruzioni per il settore ricettivo-alberghiero».
«La situazione è preoccupante - commenta il presidente degli albergatori Claudio Lotto, lanciando un appello ai politici locali - bisogna creare una situazione che attragga nuovi investimenti e soprattutto permetta di allungare la stagione turistica». Sui nomi degli alberghi pronti a serrare definitivamente i battenti c'è ancora riserbo. Ma per due di essi la decisione dovrebbe essere sicura. Sul terzo c'è ancora qualche dubbio. Uno degli hotel avrebbe anche lo svincolo per essere trasformato in appartamenti. Quel che è sicuro, comunque, è che il settore turistico-alberghiero è in sofferenza. I posti letto sul territorio di Massa sono scesi a quota 3000 circa (5500 in tutta la provincia). Negli ultimi dieci anni hanno chiuso tra i 25 e i 30 alberghi solo nel massese. «Ormai - spiega ancora Lotto - i costi di gestione e ristrutturazione sono diventati troppo alti. E le stagioni sono sempre più risicate. Servono più eventi per allungare il periodo di lavoro». L'associazione degli albergatori dice di essere impegnata su più fronti per attrarre più turisti. «Stiamo lavorando nel nostro solito bacino di utenza nel Nord Italia - spiega Lotto - ma anche per far tornare turisti di area tedesca che viaggino in mezze stagioni». Ma a queste persone bisogna anche dare servizi, collegamenti ed eventi. «La promozione turistica va fatta a livello globale e in maniera manageriale - spiega Lotto - servono piste ciclabili, decoro urbano, più raccolta differenziata». Per Lotto sarebbe importante anche migliorare i collegamenti con la zona fiere e con l'entroterra. in questo modo si potrebbero attrarre anche nuovi investitori. «Finora - aggiunge il presidente degli albergatori - la politica locale ha preferito puntare sull'industria senza considerare il turismo. Solo ora ci si accorge che le fabbriche sono sempre a rischio spostamento. La maggior parte dei soldi investiti nel turismo, anche se solo tramite l'indotto, resterebbero invece sul nostro territorio». Per Umberto Sarto di Confcommercio il settore alberghiero ha bisogno anche di appoggiarsi a strumenti urbanistici più "moderni" e aggiornati. «Bisogna rimettere mano - spiega Sarto - a piani fermi da anni. Purtroppo il piano di recupero per gli alberghi approvato durante il secondo mandato di Pucci è bloccato dal 2008. Al momento non c'è alcuna area destinata a nuove costruzioni per il settore ricettivo-alberghiero».
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