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Problema rifiuti, l'Idv critica le politiche locali

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MASSA. Il problema dei rifiuti urbani continua ad essere al centro del dibattito politico. Il Comune e, quindi, i cittadini) si troveranno a dover pagare la eco-multa perchè non ha raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata indicati dalal Regione, intanto tra Massa e Montignoso scoppia la guerra dei rifiuti di confine. Problemi che hanno radici lontane.  Come sostiene anche Severino Meloni, del coordinamento Idv Massa Carrara. «Oggi - scrive in proposito - si raccolgono i frutti di ciò che è stato seminato dalle amministrazioni precedenti, e finora condiviso anche da quelle attuali. ci sono responsabilità precise, individuabili nella totale mancanza di indirizzi politici strategici tesi a ridurre la massa globale dei rifiuti, che resta l'obiettivo più alto e più serio».  Secondo Meloni, «pochi hanno messo in discussione il modello di sviluppo e lo stile di vita, con le contraddizioni non più sostenibili, i limiti ambientali e gli equilibri naturali del pianeta».  E nessuno «ha messo in discussione la logica consumistica dell'usa e getta, in gran parte responsabile dell'incremento abnorme di rifiuti».  E' necessario, invece, prosegue l'esponente dell'Idv, «aggredire il problema su due fronti: innanzitutto è indispensabile un'azione politica di grande respiro e di media-lunga durata per un cambiamento di rotta radicale della produzione e del consumo. Scaricare le responsabilità del fallimento delle non-politiche dei rifiuti sulle spalle dei cittadini, quando è stato fatto poco o niente per educarli, per facilitarli nella raccolta differenziata e per premiare quelli più sensibili e impegnati nella separazione dei loro rifiuti, costretti a girovagare per la città alla ricerca dei cassonetti specifici è da irresponsabili».  Per abbassare i costi, dunque, serve, secondo Meloni «un soggetto unico a livello provinciale con il compito di attuare con la massima efficienza, senza contraddizioni e contrasti tra enti diversi, la politica sui rifiuti decisa dai Comuni in piena coerenza con gli orientamenti e le scelte della provincia, che deve essere rivista assumendo l'obiettivo contenuto nella "Strategia rifiuti Zero" come orizzonte per il 2020».  La strada da seguire è dunque quella della "raccolta differenziata porta a porta", cioè la separazione e la raccolta dei rifiuti nelle case, dove vengono prodotti, e il loro successivo reinserimento nei cicli produttivi.  «Solo un servizio organizzato in questo modo può seriamente responsabilizzare tutti i cittadini e garantire gli obbiettivi più ambiziosi a cui deve aspirare un'amministrazione che non pensi solo a gestire in qualche modo il presente ma anche a progettare il futuro».

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