«A Forte dei Marmi l'acqua si paga meno»
Alessandra Vivoli
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Una piscina mentre viene riempita dacqua Attacco di Bracci (Psi) a Gaia: in Versilia riempiono le piscine e le bollette sono a forfait
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CARRARA. Guerra dell'acqua: da Carrara un attacco a Forte dei Marmi. «In Versilia Gaia usa una mano meno pesante rispetto a quello che fa nella nostra città - dice il socialista Marco Bracci - Al Forte riempiono le piscine delle ville e non hanno i contatori: le loro bollette sono a forfait. Qui invece ai poveri diavoli, se sono in ritardo con i pagamenti, chiudono i rubinetti». L'attacco a Gaia arriva nel corso di una commissione (quella al Bilancio presieduta da Roberto Conserva) che avrebbe dovuto fare il punto, cifre alla mano, della situazione in cui versa la società che gestisce il servizio idrico. Alla luce della data ultima (il 31 dicembre del 20101) in cui il Comune dovrà individuare le partecipate da liquidare e quelle che, invece, avendo interesse sociale, dovranno rimanere nel pacchetto azionario dell'ente pubblico. E Conserva, in apertura dei lavori, lo aveva annunciato: «Nel nostro viaggio nelle partecipate, quella di gaia è una stazione particolare». Non c'è che dire, aveva proprio ragione. Al Forte riempiono le piscine e pagano di meno». Un'altra virata a sinistra per l'amministrazione. Dopo la presa di posizione sulle cave e sulle spiagge libere della Curia e della Marina militare, adesso nel mirino finisce il servizio idrico. E a lanciare il sasso questa volta è il consigliere socialista (stesso schieramento del sindaco Zubbani) Marco Bracci. «Nella gestione di Gaia c'è una disparità - dichiara Bracci - Al Forte c'è chi ha la piscina e non il contatore dell'acqua: così le bollette vengono pagate a forfait. Qui da noi a tanti poveri diavoli. Di fronte alla morosità chiudono i rubinetti». «Il personale è ridotto ma costa di più». I costi del personale: questo uno dei dati presi in esame dal presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva. «Nel 2009 Gaia ha speso 16milioni 585mila euro, 554mila euro in più rispetto all'anno precedente, pur avendo ridotto 10 unità a livello di personale. Questo è legato all'applicazione del contratto di lavoro». A questo punto la discussione si è accesa. «Cosa succederà con l'ingresso di Massa in Gaia, e in particolare dei suoi 38 dipendenti?» ha domandato Bracci e sul punto ha chiesto un chiarimento anche il consigliere del Pd Fabio Felici, in occasione della prossima riunione della commissione. E, a proposito di questo delicato passaggio, c'è stata, anche un'altra domanda (rimasta inevasa) del capogruppo del Pd Carlo Martini: «Ma la buonuscita, un anno prima del previsto, alla Camuzzi, chi la paga, il Comune o Gaia?» Insomma il ciclone Gaia ha sollevato non pochi dubbi e interrogativi in seno alla commissione. Tanto che la prossima seduta dovrebbe essere destinata a un faccia a faccia che suona come una resa dei conti con i vertici della società. Che a questo punto avranno parecchi temi su cui rispondere.
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