Italia
Sempre più bassa l'età di chi chiede aiuto
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Lo psicopedagogista Fabio Bernieri Lo psicopedagogista, disoccupazione e povertà culturale fanno cercare aiuto nel bere
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MASSA. Scende sempre più l'età media delle persone che chiedono aiuto al centro alcologico dell'Asl di Massa-Carrara. A confermarlo è Fabio Bernieri, psicopedagogista del centro di recupero guidato dal dottor Michelangelo Magnavacca. «Ora - spiega Bernieri - l'età media di chi viene nel nostro centro si aggira attorno ai 40 anni. Questo è dovuto alla maggiore diffusione del consumo di alcol tra i giovani, tra le donne e i professionisti». Insomma l'identikit della persona che abusa di alcol sta cambiando. Bernieri parla di un territorio, quello di Massa-Carrara, da sempre in testa alle classifiche sull'uso di alcolici. «In questa zona - spiega - sono diffusi lavori molto usuranti e anche la disoccupazione è più alta che altrove in Toscana». Ma a far avvicinare giovani e non alla bottiglia - a volte scambiandola solo per una fonte di divertimento e di "medicina" contro le inibizioni sociali - è quella che Bernieri chiama «povertà culturale». E così i ragazzi cercano uno stordimento fine e se stesso per riempire il vuoto. «Prima - spiega Bernieri - si beveva solo in determinate occasioni sociali. Ora si comincia a bere prima e con maggiore intensità solo per sballarsi. Sono sempre di più i giovani che finiscono al pronto soccorso con intossicazioni da alcol». Per evitare che i giovani cerchino stimoli "imbottigliati" e dannosi, l'Asl sta portando avanti diverse campagne. Una di queste - iniziata nel 2009 e pronta ad essere replcata nel nuovo anno scolastico - si chiama "Creativa-mente". Un gruppo selezionato di giovani delle superiori è stato preparato da operatori dell'Asl per andare nelle scuole elementari e medie a spiegare ai ragazzi che l'alcol non è "fico". «I ragazzi in età adolescenziale tendono a sperimentare - spiega il dottor Maurizio Varese - non serve puntare l'indice contro di loro ma provare a dare stimoli dversi e più sani». Questo per evitare che gli esperimenti degli apprendisti stregoni si interrompano bruscamente. Senza possibilità di ritorno. G.D.
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