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Un evento unico alla Capraia, cava in galleria con marmi magnifici e un vino speciale
Benvenuti al bar aperto un giorno
Claudio Figaia
Nasce (e subito chiude) «L'Ard Rock Cafè». Per valorizzare le Apuane
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MASSA. Dici: faccio un salto al bar. Se però il bar non è quello sotto l'ufficio, o a due passi da casa ma il bar della cava Capraia, l'unico (al mondo?) che resta aperto un solo giorno (e che per raggiungerlo occorre una buona mezz'ora di strada sterrata percorribile solo in jeep), allora il "salto al bar" diventa un evento. Ed evento è stato quello andato in scena ieri in un luogo sconosciuto ai più ma affascinante e suggestivo come pochi. La cava Capraia, appunto, (così detta perchè frequentata da capre semi-selvatiche), nel bacino delle Madielle. Lassù ha aperto e chiuso, nella stessa giornata, "L'Ard Rock Cafè", performance ideata da Stefano Grassi, titolare della cava e dell'azienda di marmo Eurogranit, di Pierpaolo Lorieri, viticoltore del Podere Scurtarola e promotore dell'enogastronomia locale e Graziano Cecchini, artista poliedrico con fama di "provocatore". "Perchè non fare invecchiare il nostro vino sulle cave?" è stata l'idea alla base del progetto, partorita da Lorieri e la famiglia Grassi. Poi è arrivato l'incontro con Graziano Cecchini, artista-avanguardista, quello che ha colorato di rosso la Fontana di Trevi e ha gettato centinaia di palline dalla scalinata di Trinità dei Monti. Cecchini, complice la Biennale "Post-monument" di Carrara, si è innamorato del marmo e delle Apuane. E ha dato corpo all'idea del bar che dura soltanto un giorno. Realizzato tutto in marmo: bancone e sedie, tavoli e arredamento. Il materiale tra i più duri e duraturi per una performance tra le più effimere. Così ieri mattina un serpentone di fuoristrada carico di un selezionato numero di invitati - citiamo tra i tanti gli assessori Paolo Badini (Provincia), Giovanni Nannini (Carrara), Andrea Ofretti (Massa), Vando D'Angiolo, patron della Campolonghi, Alessandro Caro, presidente Assindustria Massa Carrara - è salito fino al bar di marmo. Dove non ha trovato caffè, ma un ricco buffet di prodotti locali, a cominciare dalle focaccette cotte sul posto a legna e da formaggio prodotto in loco. E, soprattutto, ha trovato uno scenario davvero inaspettato: una cava in galleria che pare un palazzo rivestito di marmi rari e pregiati. Fior di pesco, venati azzurri e grigi, bardigli: ogni sala marmi e colori diversi. E sui blocchi cuscini per acccomodarsi, tavoli imbanditi a cui servirsi. L'installazione, chiamiamola così, è l'esempio - estremo va detto - di come il mondo delle cave si presti a utilizzi diversi da quello puramente industriale-minerario. E come possa diventare la location di un appuntamento più o meno mondano e di certo culturale. Gli invitati apprezzano, si godono il buffet, degustano il vino maturato in una barrique collocata nella galleria, un bianco a base di Vermentino (del podere Scurtarola). Anch'esso unico: ne hanno prodotto 350 litri, le poche bottiglie regalate saranno davvero una rarità. Poi, nel primo pomeriggio, le jeep si rimettono in moto, la gente scende verso mare. "L'ard Rock Cafè" chiude. Per sempre?
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