Il Tirreno

Allarme di Matteo Lupi sulle sorgenti del Monteporro

Gianluca Uberti

L'esponente di minoranza chiede la discussione in consiglio comunale della nuova concessione alla cava

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 AULLA. Il capogruppo consiliare di "Idee in Comune", Matteo Lupi, lancia l'allarme sulle sorgenti Camilla e San Marco, sul monte Porro, e sul loro utilizzo come acqua da bere. Infatti, Lupi chiede che durante il consiglio comunale di lunedì sera, in programma alle 20,30, venga messa in discussione una interpellanza urgente sulla nuova concessione di derivazione di acque sotterranee nel Comune di Aulla da parte della Monteporro srl che gestisce una cava sul monte Porro, e ha presentato, a seguito delle nuove leggi in materia, un progetto di variante per prosecuzione della coltivazione e recupero del sito estrattivo.  Lupi, che scrive alla presidenza del consiglio comunale e all'assessore all'ambiente, Giovanni Schianchi, infatti chiede che «a tutela delle fonti idriche Camilla e San Marco e del loro uso idropotabile da parte della collettività, il consiglio comunale si opponga al rilascio di qualsiasi concessione di sfruttamento della risorsa idrica sul monte Porro con perforazioni di pozzi in falda artesiana a uso industriale, sovrastanti le sorgenti destinate al consumo umano». La richiesta di Lupi ha i caratteri dell'urgenza, poiché mercoledì prossimo è previsto un sopralluogo pubblico al pozzo di cui si chiede la concessione: a tal proposito, il capogruppo di minoranza chiede che «sia reso noto il nome del delegato del Comune che presenzierà al sopralluogo e il contenuto delle osservazioni predisposte dal dirigente sulla pratica in oggetto, da consegnare in sede di sopralluogo».  Ma che cosa giustifica l'allarme lanciato da Lupi? Innanzitutto, il fatto che lo studio ambientale per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (Via) e la relazione paesaggistica del progetto di variante per la prosecuzione della coltivazione e il recupero del sito estrattivo sul monte Porro «non localizzano e analizzano - scrive Lupi - le interferenze tra il pozzo di cui la Monteporro srl richiede la concessione, e la falda artesiana con origine nelle fonti Camilla e San Marco sottostanti, considerato che il pozzo scende a 91 metri di profondità a partire dalla quota assoluta di 420 metri sul livello del mare del piano di campagna».  Inoltre, non verrebbe chiarito «come le lavorazioni previste nel nuovo piano di coltivazione della cava interferiscano con la falda sottostante». In conclusione, Lupi chiede che il consiglio comunale «blocchi, sottoponendola alla Via, la variante al piano di coltivazione della cava del monte Porro».

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