Aulla. Nel sito sovrastante le Lame vengono prelevate rocce e ghiaie
La cava di Monte Porro chiede di allargare il lavoro
Gianluca Uberti
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Una cava di rocce e ghiaia (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Nei giorni scorsi erano circolate voci in merito alla chiusura della cava sul Monte Porro, ma si tratta di voci assolutamente prive di fondamento. Infatti, a garantire che la cava in questione non ha mai cessato di lavorare è il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini. Assieme a questa doverosa smentita, però, il primo cittadino aullese conferma che la società Monteporro srl, che gestisce la cava in questione, ha presentato, a seguito delle nuove leggi intervenute in materia, «un progetto di variante per la prosecuzione della coltivazione e il recupero del sito estrattivo ubicato in località Monte Porro». Infatti, la materia riguardante le cosiddette "terre e rocce da scavo" è stata oggetto, negli ultimi anni, di numerosi provvedimenti che hanno modificato le procedure effettive da mettere in atto nel caso di produzione di terre e rocce. Il più importante di questi provvedimenti è stato, senza dubbio, il Testo unico ambientale, che ha affrontato la materia in questione in uno specifico articolo, ove si stabilivano le condizioni ricorrendo le quali le terre e rocce da scavo, nonché i residui della lavorazione, potevano essere esclusi dal regime giuridico dei rifiuti: tali materiali per potersi considerare dei "non rifiuti" dovevano essere destinati all'effettivo utilizzo per rinterri, riempimenti e rilevati, senza, però, aver subito trasformazioni preliminari. Inoltre, un decreto legislativo ad hoc impone la presentazione di uno specifico Piano di gestione dei rifiuti. Pertanto, sono ancora i rifiuti a tenere banco. Non a caso, a interessarsi della questione, tramite il proprio sito web (www.matteolupi.it), è il gruppo consiliare di minoranza "Idee in Comune", che fornisce tutti i riferimenti per consultare i documenti inerenti il progetto presentato dalla società Monteporro srl attraverso l'albo pretorio elettronico del Comune di Aulla. «Chi volesse inviare osservazioni - scrive Idee in Comune - può farlo fino al prossimo 21 agosto. Ricordiamo che qualunque cittadino è libero di inviare osservazioni in tutte le pubblicazioni all'Albo pretorio. Queste dovranno essere visionate obbligatoriamente dall'organo competente e incideranno sull'approvazione o meno della domanda». Da sottolineare, infine, che la zona interessata dalla cava è sede di attività estrattiva fin dal 1987, ma, nel corso degli anni, sarebbe sempre rimasta molto circoscritta. Anche dal punto di vista idrogeologico, gli studi, i rilievi e i monitoraggi effettuati avrebbero messo in evidenza l'assenza di qualsiasi tipo d'interferenza con il regime idraulico principale dell'area che alimenta le importanti sorgenti Camilla e San Marco.
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