Il Tirreno

L’INDAGINE

Resta il mistero della pistola usata per il sequestro

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 MASSA. La cosa più importante che il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono (nella foto in alto) titolare dell'inchiesta sul rapimento della bimba, deve accertare è quale arma hanno usato Massimiliano Camparini e Gilda Fontana per portare via la loro figlia dalla casa vacanze di Marina. Le suore hanno parlato di pistola, senza saper dire pèerò se si trattava di un giocattolo o di un revolver vero. Il legale dei due genitori, Francesco Miraglia, ha già spiegato che era una pistola ad acqua. È proprio questo il particolare che deciderà quale piega prenderà l'inchiesta. L'accusa per ora è sequestro di persona.  Inutile dire però che domani mattina, quando ci sarà l'interrogatorio di garanzia, la prima domanda di dello Iacono al papà di Anna Giulia sarà proprio questa. E se l'uomo darà indicazioni su come trovare la pistola potrebbe fare un passo importante per alleggerire la sua posizione. In questo momento infatti lui e la compagna sono accusati di rapimento e rischiano una condanna a diversi anni di carcere. «Non avevano la volontà di delinquere, loro avevano sempre collaborato con i servizi sociali e con il tribunale per riavere la piccola», ha detto Miraglia. E sarà proprio questa la linea difensiva, a cominciare dall'interrogatorio di domani mattina, quando il legale chiederà per Massimiliano e Gilda i domiciliari. Una richiesta che però almeno in questa prima fase difficilmente verrà accolta dal giudice.

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