Il Tirreno

In bici contro la cementificazione

 Sara Ligutti
In bici contro la cementificazione

E anche l'assessore provinciale Vatteroni dice no al porto turistico al Lavello

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 MARINA DI CARRARA. «No alla cementificazione del litorale!» è questo il grido di protesta di un centinaio di cittadini che venerdì hanno sfilato in bicicletta sotto il sole cocente nell'ambito della manifestazione "Marina che passione!", organizzata da Associazioni e Comitati uniti per Carrara e appoggiata dall'Idv. Per l'Idv anche l'assessore provinciale Sara Vatteroni e il coordinatore provinciale Galeano Fruzzetti.  E proprio la presenza di una amministratrice provinciale, che si è detta contraria al porto turistico al Lavello, è destinata a far discutere. Anche perché da Palazzo Ducale è arrivato il via libera al progetto della struttura fra Carrione e Lavello. «Ma non mi sento in contrasto - sottolinea la Vatteroni - perché io sono d'accordo sul porto turistico, ma non in quest'area». Ma l'impressione è che un chiarimento con il presidente Angeli sia necessario.  Tornando alla via crucis era composta da 14 stazioni, ognuna delle quali legata ad un diverso motivo di protesta, la manifestazione è iniziata dal termine di viale da Verrazzano, al Fosso del Lavello, dove appunto dovrebbe sorgere il porticciolo turistico, per arrivare fino alla Fossa Maestra e poi indietro verso la Rotonda del Paradiso, quattordicesima e ultima tappa di questa particolare "via crucis".  Le prime tre stazioni si sono incentrate soprattutto sul Porto Turistico, la cui creazione è fortemente osteggiata dai manifestanti: «Il processo partecipativo - spiega Riccardo Canesi - ha detto che il porto turistico non lo vuole e questo progetto ha ricevuto i pareri contrari anche da parte del Ministero dell'Ambiente». «La gente non vuole la cementificazione del litorale - ha continuato Dariella Piolanti di "Amare Marina - e non sono banalità». I ciclisti hanno poi continuato il loro percorso verso la quarta stazione: l'Entrata al Molo di Levante, altra area regalata dal pubblico ai privati, dove è intervenuto Piero Marchini, consigliere comunale del Prc. Ha ricordato che la Compagnia lavoratori portuali avrebbe dovuto riqualificare l'area. «Ora, invece, l'area è sempre in mano ai privati e la città non ci guadagna nulla. Quindi dovrebbe tornare alla città ed essere resa più vivibile». La quinta stazione è Villa Ceci, «che doveva diventare un parco pubblico - spiega Paola Antonioli, presidente di Legambiente - ma rischia di essere cementificata, nonostante quello che aveva promesso il sindaco Zubbani durante la campagna elettorale». Poi le altre stazioni.

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