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La Taverna de Battì aperta dal 1976 è uno dei locali più amati della città
Un locale che ha fatto la storia di Massa
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Daniele Tongiani della Taverna De Battì 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Per cucina e frequentazioni nel locale di via Cavour si è contribuito a fare la storia di Massa ma anche a renderne eterne le tradizioni. «Aperta nel 1976 insieme ai miei genitori abbiamo sempre fatto i medesimi piatti, molti dei quali attingendo alla nostra cultura - spiega Piero Carnevali, ex titolare dell'Osteria del Borgo - Dapprima in cucina c'era mamma, oggi lo chef Sauro Antonioli che ha lavorato anche al Rigoletto di Reggiolo". Famosi per le penne alla Battì (ricetta che mamma Dalmira creò negli anni Settanta condendola con salsa al pomodoro, prosciutto cotto, formaggio, prezzemolo e un tocco finale che resta appannaggio di chi lo esegue), la Taverna de' Battì è nota anche per le pizze sfornate da Daniele Tongiani, le lasagne stornellate (tipico piatto massese), la selezione di salumi di selvaggina (salame e prosciutto di cervo o di cinghiale, petto d'oca e altro) serviti con focaccina calda appena sfornata, le tagliate (Angus argentina, Aveyron, Limousine, Garronese, Scottona) portate in tavola su pietra ollare aggiunte di solo olio extravergine d'oliva, una macinata di pepe e di sale. A questi si aggiungono la tagliata di tonno rosso, dolci fatti in casa (torte pere e cioccolato, mela e crema, yogurt e frutti di bosco). Tra le pizze ci sono la Battì (una bianca con mozzarella, pomodoro a fette, acciughe dissalate, olive taggiasche, pizzichi di prosciutto cotto, origano ed olio extravergine), la Primavera (una bianca con mozzarella, gamberi, zucchine aggiunte a fine cottura di rucola e pomodorini Pachino), la Carrucola (una rossa su cui vengono adagiate a crudo anche carne salata, rucola e scaglie di parmigiano), le focacce realizzate con doppia pallina di pasta per 35 cm di diametro. «Adesso va la moda di personalizzare le pizze - aggiunge il titolare - per cui partendo dalle circa 40 proposte che teniamo in carta, il cliente elabora la sua variazione e noi lo assecondiamo».
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