Il presidio
Salta la conferenza dei sindaci, appesa a un filo lostetricia di Pontremoli
Donne furiose: per lavoro emigriamo, per partorire no
Sonia Caleo
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La protesta davanti allAsl di Carrara delle donne venute dalla Lunigiana 2 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. È sempre una questione di numeri per gli abitanti della Lunigiana. Ieri doveva tenersi alla sede Asl a Carrara, l'assemblea di tutti i sindaci della provincia per discutere con il direttore Delvino sulla chiusura del punto nascite di Pontremoli: è mancato il numero legale. In contemporanea, fuori dal palazzo c'è stato il sit in di protesta delle mamme della Lunigiana, a sostegno del amntecnimentop di ostetricia a Pontremoli. Una quindicina di persone scese in pullman direttamente da Pontremoli. Il punto nascita della Lunigiana, una volta fiore all'occhiello dell'ospedale pontremolese per la possibilità del parto in acqua, rischia oggi di chiudere a breve i battenti per una quantità di parti annuali al di sotto dei 500. Una decisione abbastanza complessa da prendere viste le distanze tra il punto nascita più vicino, ossia l'Opa di Massa che già effettua 1700 parti l'anno, e i Comuni lunigianesi. Le mamme di Pontremoli cercano di far sentire la loro voce organizzando ormai da giorni diverse proteste e il vedere l'assemblea di ieri mattina annullata ha acceso la loro rabbia: «È significativo il disimpegno dei sindaci - dice Anna Petri del comitato pro ospedale - Noi eravamo venute qui per appoggiare le nostre amministrazioni, ma il vederle assenti non può che aumentare la nostra delusione. Noi per il direttore Delvino siamo solo dei numeri: non solo non abbiamo più centri per studiare, per lavorare, ma adesso anche per partorire si dovrà andare via». Il problema è che a far sentire la loro voce erano solo in una quindicina di cittadini del Pontremolese a cui dovevano unirsi altri da Aulla che alla fine non si sono presentati. E rammaricato per la sospensione dell'assemblea era anche il sindaco di Tresana, Oriano Valenti: «Mancavano i sindaci di Aulla e Carrara - spiega il primo cittadino - Questa è una mancanza di riguardo nei nostri confronti e non riesco a capire il motivo della loro assenza». Per ora dalla direzione Asl non c'è nessuna decisione sulla questione: «Rifaremo l'assemblea prossimamente per discutere con i sindaci - spiega Delvino - Nel frattempo approfondiremo la questione, ma esiste la legge che prevede la chisura di punti nascita al di sotto dei 500 parti annuali, proprio per la sicurezza delle partorienti».
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