Il Tirreno

Leverotti: «L'assessore Volpi dica i costi reali delle scale mobili»

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 MASSA.Fanno ancora parlare le scale mobili al Castello. «Non è da escludere - scrive Franca Leverotti - che l'inspiegabile determinazione del sindaco e della vicesindaco possano avere ragione degli organi per la difesa e la tutela del paesaggio». «Anche per merito di alcuni "attivi" e accondiscendenti progettisti locali - prosegue - Massa potrebbe avere il suo "bel monumento" a tre corsie: una scala di sicurezza in cemento e due scale per la salita e la discesa. Mi resta però una curiosità che giro per competenza all'assessore al bilancio, e gradirei una risposta scritta a futura memoria. Poiché ogni opera pubblica - precisa - ha costi e benefici, che vengono valutati nel momento della scelta, Volpi chiarisca quale sarà il costo reale ed effettivo, comprese le opere dell'ingegno, le espropriazioni, le gite fuori porta effettuate per studiare altre scale mobili, il pullmino per il trasporto dei turisti portatori di handicap, le spese ordinarie di manutenzione e quali ricadute economiche a vantaggio degli abitanti, oltre naturalmente al "piacere quotidiano" di vedere l'opera realizzata e al prevedibile afflusso di turisti che, come ha detto la signora Nardi in televisione, accorreranno per vedere il manufatto: cento, mille, diecimila presenze annue?».

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