Il Tirreno

Lettera aperta delle mamme di Pontremoli

«Non abbiamo minacciato il direttore dell'Asl, ora ci deve chiedere scusa»

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 PONTREMOLI. Lettera aperta delle mamme di Pontremoli all'assessore alla sanità Daniela Scaramuccia. «In occasione delle rimostranze per la paventata chiusura del Punto nascita cittadino, è d'obbligo segnalare alla sua responsabilità un brutto episodio che ha come protagonista il direttore dell'Asl Delvino. Di fronte ad una manifestazione pacifica, costituita fondamentalmente da donne e mamme, che hanno portato la loro testimonianza sulla qualità del punto nascita per la sicurezza e il futuro della nostra comunità, il signor Delvino non ha trovato di meglio che dichiarare pubblicamente, di sentirsi minacciato». «Se per Delvino - continua la lettera firmata dal comitato pro Ospedale "Paola Fanti" - la minaccia è costituita dalla testimonianza del popolo femminile di Pontremoli, vuol dire che questo signore, stipendiato, piuttosto bene, con i soldi dei contribuenti, compresi i nostri, non merita quel ruolo e reca offesa al senso stesso della democrazia e delle legittime espressioni civiche locali. Lasciamo a lei signor assessore, donna come noi, ogni valutazione di merito, chiedendo formalmente al signor Delvino di scusarsi con le mamme di Pontremoli per il brutto episodio. E infine rivolgiamo a lei questa domanda: non sarebbe giusto che questo principio fosse applicato anche ai servizi, in favore delle comunità più povere della Toscana? La nostra terra rischia in caso di chiusura anche del punto nascita, l'ennesima nella sanità locale, un progressivo ed irreversibile declino con un impoverimento ulteriore a danno di cittadini che hanno la stessa dignità e contribuiscono alla stesso modo alla crescita della Toscana».  La stessa assessore regionale tiene a precisare di non avere mai dichiarato (come apparso sul nostro giornale) nel corso dell'assemblea di avere annunciato che «verranno chiusi i punti nascita sotto gli 800 parti».

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