Il Tirreno

Lacrime nella chiesa di San Ceccardo per i funerali dell’operaio

Addio a Claudio, un destino più velenoso di una vipera

Momenti di dolore ai funerali di Claudio Bertolini vittima di un incidente sul lavoro
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Momenti di dolore ai funerali di Claudio Bertolini vittima di un incidente sul lavoro

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 CARRARA. Lacrime, singhiozzi dei familiari, e moltissima tristezza sui volti di tutti coloro che ieri nella chiesa di San Ceccardo hanno voluto dare l'ultmo saluto a Claudio Bertolini, l'operaio di 58 anni (sposato, padre di due figli) che ha perso la vita, mercoledì, schiacciato tra un container e un blocco di marmo nel deposito della Tekno Spedizioni di viale Galilei. Una disgrazia che ha riaperto la ferita nel settore lapideo locale, che conta già tantissimi morti sul lavoro. Il destino è stato nei suoi confronti più velenoso della vipera che lo aveva morso anni fa.  Anche nel piazzale davanti alla chiesa, compagni di lavoro di Bertolini e conoscenti, l'assessore Roberto Dell'Amico, la segretaria della Cgil Patrizia Bernieri. «Quando era autotrasportatore - dice la Bernieri - si fermava al bar a fianco della Camera del Lavoro. Era un perido che non si verificavano più incidenti mortali, ma nel marmo ma non c'è mai pace. Ho sentito di dover partecipare ai funerali anche se Bertolini non lo conoscevo personalmente. Ho saputo che stava per andare in pensione, sono rimasta sconvolta, e ho voluto testimoniare il mio cordoglio non solo per il ruolo che ho di sindacalista, ma anche come atto personale, di vicinanza alla famiglia».  L'assessore Roberto Dell'Amico (che fa parte di una famiglia che opera nel settore lapideo), era presente a nome dell'amministrazione comunale: «E' un'altra morte bianca. Il sindaco è stato all'obitorio, l'amministrazione è vicina alla famiglia in lutto. E io, a questi funerali, ci sarei venuto in ogni caso, anche a titolo personale». La Progetto Carrara esprime «la sua vicinanza alla famiglia e prega che mai più si debba assistere ad una morte sullavoro».  Molti hanno commentato a bassa voce il destino crudele dell'operaio, che sei anni fa rischiò la vita per un morso di vipera mentre si trovava nel porto dove stava caricando marmo su un container. Si salvò, e nonostante i problemi causati da quel morso, (per cui dall'autotrasporto era passato al lavoro a terra nel settore lapideo), quel grave episodio da cui era scampato, deve essergli sembrato come la sfortuna da poter raccontare, esorcizzandola. E chissà quante volte Claudio Bertolini deve aver pensato: "me la sono vosta brutta, non può capitarmi di peggio". La legittima convinzione di non meritare altri momenti drammatici. Invece il destino era ancora in agguato, e, schizzando altro veleno, ha spezzato la sua vita, a un mese dalla pensione.

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