Il presidio
Il segretario dei metalmeccanici Castelli commenta amaramente il naufragio del voto dellassemblea
«Non basta la speranza a vincere la vertenza»
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Alessio Castelli segretario della Fiom 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Amarezza di Alessio Castelli segretario provinciale della Fiom. «Per Nca c'è rimasto solo il destino. L'iniziativa del blocco del varo era pesante, ma non basta la speranza per vincere una vertenza». «Quando non si rispetta il voto di un'assemblea non si servono i lavoratori. Noi il verdetto dell'assemblea per la sigla del documento col governo l'abbiamo accettato. Ora c'è la cassa integrazione - dice Castelli - e io non ho fiducia nel governo che sottoscrive impegni e poi è inadempiente. Se sostiene che la navalmeccanica è strategica, metta Nca in Fincantieri e sostenga Fincantieri. Penso che la nave-ostaggio, che è di Grimaldi, avrebbe indotto il governo a sciogliere il nodo, accelerando la vertenza. Emanuele Peselli, rappresentante Fiom della Rsu, dimessosi assieme a Daniele Corsini, spiega che ormai era difficile impedire il varo della nave: «La rsu avrebbe dovuto convocare perlomeno uno sciopero. Ma noi, non potendo più rispettare il madato dell'assemblea dei lavoratori, ci siamo dimessi, per cui non ci sono altre iniziative. Noi abbiamo difeso un voto democratico, e invece siamo stati isolati anche dalle istituzioni». Si riferisce ai sindaco Zubbani e Pucci e al presidente della Provincia, Angeli, che avevano preso le distanze dall'iniziativa del blocco del varo, e per questo sono anche stati attaccati da Rifondazione comunista (che è nella maggioranza di entrambi i Comuni) e da Sinistra Critica che hanno giudicato inopportuno quell'intervento. «Le nostra dimissioni - dice Peselli - sono irrevocabili. La Fiom a livello nazionale sta raccogliendo firme per una norma che sancisca che tutti gli accordi debbano essere sottoposti al voto dei lavoratori». C.C.
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